Roma, 25 giu – Filippo Tortu, 20 anni compiuti pochi giorni fa, ha superato il record italiano nei 100 metri – record inviolato dal 4 settembre 1979. Non solo, ormai anche per la nostra nazione i 10 secondi sono troppi. Tortu, attestandosi sui 9″99 venerdì sera al Meeting di Madrid, è infatti il terzo europeo a riuscire nell’impresa: il primo fu il francese Christophe Lemaitre (9″98 nel 2010 e 9″92 nel 2011), poi l’atzeco con passaporto turco Ramil Guliyev (9″97 nel 2017). Il record battuto da Filippo Tortu, inoltre, ha un peso internazionale, poiché 39 anni fa quello fu il primato europeo portato a casa dal mito Pietro Mennea a Città del Messico (il quale realizzò anche il record nei 200 metri).
Anche se la prima posizione è sfumata – Tortu è stato superato dal cinese Su Bingtian (9″91 secondi) – tuttavia è un secondo posto per nulla amaro per la nostra Italia, e il primo pensiero dell’atleta alla fine della gara è stato proprio questo: «Sono felice per me, per l’atletica italiana, per mio padre e per tutti quelli che mi hanno sostenuto». Parole forse scontate, ma non troppo per chi come lui ora è davvero una celebrità internazionale. E come tutti i campioni che si rispettino, ha già altri obiettivi: «Il mio pensiero ora va agli Europei, adesso non penso al tempo e mi concentro su Berlino».
Questo tempo da record non è però una vera e propria sorpresa per Tortu, dato che già ci era arrivato vicino molte volte nelle gare precedenti. Una volta giunto alla fine della corsa, il padre è andato in cerca di un responsabile antidoping, con il quale l’atleta doveva fare il test entro un’ora, altrimenti tutto sarebbe stato annullato. Dopo vari abbracci con l’allenatore, il fratello, la nonna e la mamma, ha salutato i suoi avversari, firmato autografi, si è fatto fotografare e si è infine presentato ai controlli privo di scarpe. Concludendo il suo discorso prima di andare a festeggiare, si è augurato che l’atletica venga ora maggiormente considerata dai nostri dirigenti sportivi. Dopo un periodo buio, con poche medaglie e ancor meno primati, non possiamo dunque che gioire di questi ottimi risultati.
Clara Tozzi

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