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Roma, 25 giu – Dunque, l’Italia s’è destra. E non lo diciamo noi, lo dicono i fatti. Molte roccaforti rosse da sempre in mano alla sinistra sono state espugnate dalla destra guidata dal ministro Salvini, oggi impegnato a Tripoli nei primi passi di un accordo bilaterale utile per assestare il colpo di grazia all’andirivieni di clandestini. La destra propone ricette conosciute ma soprattutto un modo diverso di leggere la realtà odierna. Libertà, prima di tutto. Libertà dall’oppressione fiscale e burocratica. Libertà di parola e di pensiero, con tanti saluti a quei boccaloni alla Orfini e alla Saviano che propongono di schedare i fascisti italiani o di impedirgli di esprimere liberamente il proprio pensiero. Libertà, quindi, anche dal politicamente corretto e da tutte quelle gabbie lessicali talmente folli che hanno finito per scadere nel ridicolo chiudendo il cervello e il buon senso in soffitta.

Sono i tabù infranti ad esempio dal ministro Fontana, di cui abbiamo già scritto, il quale ha espresso opinioni non violente e non illegali ma che non sentivamo da anni: ci era stato impresso nella mente l’idiota ritornello “love is love”, e alle parole del ministro della Famiglia abbiamo avuto un sussulto tipico di chi si sveglia da un torpore mentale e lessicale durato fin troppo. Può sembrare una sciocchezza, una quisquilia, ma riscattare la libertà di chiamare col proprio nome gli eventi e le persone che ci circondano è un primo passo verso il più ampio riscatto della logica e della razionalità. Coloro che sbarcano in Italia sono, fino a prova contraria, clandestini, anche e soprattutto perché i confini esistono (è chiaro presidente Mattarella?), non sono mere linee immaginarie e hanno il fondamentale ruolo di delimitare lo spazio fisico in cui uno Stato può e deve far rispettare le proprie leggi. Chiamasi sovranità, altro concetto divenuto ormai estraneo ai più e ritenuto pericoloso da pronunciare secondo molti. La capacità di un Paese di essere artefice del proprio destino, ascoltando l’eco della volontà popolare che fuoriesce dalle urne, pare sia una follia degna dei famigerati populisti. E poi, ci dicono, artefici di cosa? Voi non siete più cittadini italiani, aggiungono, perché ormai siamo divenuti tutti cittadini dell’Europa se non del mondo intero. I concetti di patriottismo e nazionalismo vanno impacchettati e chiusi in soffitta perché adesso è in vigore la legge dell’Erasmus: inculcare nelle menti giovani l’idea sottile che per capire qualcosa di se stessi ci si debba allontanare più possibile dalle proprie origini, assaggiando un po’ di tutto e finendo per non capire una mazza di niente.

È una forma di meticciato in Birkenstock, senza un traguardo, senza un termine, declinando la propria esistenza a mera esperienza fine a se stessa, non pregnante, non incisiva, che non forma ma che si fa assaggiare. Una stronzata, in poche parole, e per l’appunto riscuote una barcata di consensi. E si sta certamente meglio adesso di cinquant’anni fa, ma almeno allora si stava, mentre oggi si va e niente ha più senso e niente ha più valore. Tutto si volatilizza, tutto spicca il volo low cost, lasciando nelle scie dell’aereo ciò che, almeno fino ad oggi, ha sostanziato la vita profonda di tutti noi: silenzio, riflessione e tradizione. È diventato da eretici sostenere anche questo.

La sinistra, povera di contenuti e fallita in tutte le sue forme, dalle più estreme alle più insulse come il Renzi, ha deciso che i sostenitori di questa eresia rappresentano il nuovo padrone da combattere, trasformando quindi nel vecchio proletariato da difendere il giovane apolide che migra sorridente. Meglio se africano, meglio se scuro, meglio se esportatore di una cultura retrograda fondamentalista e violenta che calpesta tutti i principi che caratterizzano la nostra fetta di mondo che ci vantiamo di definire “la migliore”. A proposito di razionalità: Salvini è a Tripoli per discutere di come fermare all’origine gli sbarchi, dato che, secondo fonti libiche, i trafficanti di uomini si stanno dando da fare per imbarcare più gente possibile, coadiuvati dalle belle Ong definite dal governo al-Sarraj come “loro nemici”. Insomma questi filantropi tutti arcobaleno e capelli scarruffati non sono poi così utili, anzi, garantiscono alla peggior feccia di questo mondo l’ultimo segmento del loro business: l’arrivo in Italia. E la dimostrazione plastica della sbornia ideologica di cui è preda la sinistra è il banchetto etnico lungo 2,7 chilometri organizzato sabato scorso in Parco Sempione a Milano. Ospiti: immigrati e chi aveva voglia di “stare insieme in un modo diverso senza preoccuparci delle culture diverse”, come ha affermato un giovane armato di chitarra sonante. Ovviamente il tutto dopo l’arringa di Saviano, il quale sa sempre mettere in contatto il mondo della mafia con quello della destra. Si chiama livellamento verso il basso delle differenze che sostanziano l’umanità intera e che rendono il mondo un luogo leggermente interessante.

Intanto a Pisa, una delle roccaforti toscane espugnate, la cittadinanza si dispera per il caos e la violenza in aumento. Lo capite che questo atteggiamento va ben oltre il distacco dalla realtà, perché sconfina nell’altezzosità odiosa, nelle sopracciglia alzate e nei mignoli elevati? Sono tre gatti e credono davvero di essere i migliori rimasti, una sorta di élite. La sinistra europea è tutta allo sbando, essendosi tutta concentrata su concetti astratti, pericolosi e incomprensibili. Il popolo invece ha compreso che l’unica possibilità di riscatto è mettere la propria patria prima di tutto. Il proprio popolo, i propri fratelli, prima degli altri. Fa strano poterlo dire, eh? Intanto il sol dell’avvenire si staglia all’orizzonte dei paesi dell’Est Europa, capitanati dall’Ungheria di Orban, un adorabile mattacchione che ha proseguito fedelmente a cantare contro il coro in tutti questi anni. Il gruppo di Visegrad, di nazionalisti e patrioti si contrappone ai Macron che ci definiscono “lebbra”. La sinistra adesso può solo stare a guardare, comodamente affondata nelle poltrone dei salotti da cui pontifica.

Lorenzo Zuppini

3 Commenti

  1. Tanti temi in un articolo deciso ed efficace……… ma le deiezioni sinistre controllano ancora il quirinale,la stampa e la magistratura e solo le piazze piene impediscono al grigio mattarello ed al codardo e vile gentilone di propinarci il colpo di stato all’acqua di rosa………. La gente è stanca, riempie le piazze del moderato salvini che ha tanti meriti ma che ricorda ancora il termine rifugiato ai quattro venti………. Basta,siamo invasi, altro che rifugiati, bisogna ripulire le strade dalla orrida feccia africana e rom ,bisogna ridare orgoglio e speranza ad un popolo………la serpe sinistra è un fango lurido,malvagio e pericoloso……..attenzione.

  2. Questa sinistra ha fatto l’interesse della dittatura finanziaria privata straniera a cui interessa cancellare le identità dei popoli per avere una massa di persone senza identità da manovrare a piacere per il loro progetto di un unico superstato(New World Order) controllato da oligarchie segrete.A tal fine hanno promosso i cosidetti diritti individuali dei gay,trans al fine di generare perdità di identità anche sessuale nel popolo e promosso l’immigrazione per la cancelklazione delle idfentità nazionali.Nel frattempo demolivano i diritti collettivi nelle nazioni quali il diritto ad un lavoro non precario(che permetta al giovane di ottenere un mutuo e creare una famiglia),il diritto ad una pensione decente, il diritto alla salute e lo stesso diritto ad una informazione veritiera e non alterata e menzognera.
    I giornalisti che si sono prestati alle menzogne continue sulla necessità di sacrifici, solo per il popolo si intende e non per banche private o oligarchi, o che hanno volutamente creato l’ immagine di dittatori ai sovranisti nemici degli usurai stranieri come Orban, Assad,Gheddafi, Putin, etc andrebbero processati per abuso della credulità popolare.Andrebbero processati anche per alto tradimento quelli che hanno svenduto le banche e aziende pubbliche italiane per 2 lire, oltrechè fargli soggetti a verifiche su eventuali patrimoni occulti che potessero avere in cambio del tradimento effettuato a spese dei connazionali

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