Roma, 8 set – Meno male che c’è l’Onu a scoprire che il Covid ci ha portato indietro di “cinque anni” (ammesso che sia una stima corretta e non decisamente ottimistica), altrimenti non ce ne saremmo mai accorti. Il rapporto, reso noto anche da Tgcom24, è già motivo di amare riflessioni.

L’Onu e il Covid

Secondo l’Onu il Covid ha portato indietro il pianeta praticamente in ogni ambito, dalla salute, all’aspettativa e tenore di vita, fino all’istruzione. Il rapporto delle Nazioni Unite, inoltre, afferma che la guerra potrebbe peggiorare la situazione. La stima del cosiddetto “Indice di Sviluppo Umano”, infatti, è diminuita per la prima volta da quando è stato creato l’indice stesso, 30 anni fa, tornando ai livelli del 2016. Quello che viene definito un “immenso declino” riguarda il 90% dei popoli della terra.

Il Covid, invero, ci ha portato indietro forse di generazioni, e il rapporto dell’Onu in questo senso è fin troppo generoso. Ci ha allontanato dalla vita sociale ed economica, e perfino dal punto di vista spirituale ci ha indebolito, rendendoci fobici per qualsiasi cosa e – probabilmente – radicando il concetto anche per qualsiasi malattia futura, rendendoci incapaci di vivere prima ancora che di affrontare con serenità la morte. Una morte di cui, per dirla alla Massimo Fini, abbiamo una paura mai provata prima. Un terrore di massa sul quale si è giocato molto, per imporre la gestione terrificante del virus.

Il massacro della scuola e dei ragazzi

Forse la cosa più grave è questa, sebbene sia difficile stabilire una vera e propria classifica. L’Onu lo cita eccome, quando si parla del Covid, ma quello che preme sempre sottolineare è il massacro anzitutto psicologico di intere generazioni di giovani, sottoposti a misure che definire violente è assolutamente eufemistico, e per un virus che, in buona sostanza, ne le ha mai realmente toccate, con il malus di dover constatare la vaccinazione dei più fragili, totalmente inutile, dal momento che le restrizioni negli istituti sono proseguite nonostante l’inoculazione, somministrata per di più alla stragrande maggioranza della popolazione.

Stelio Fergola

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