Roma, 8 set – La strage in “diretta Facebook“, purtroppo, non è una novità. Da qualche anno, sebbene raramente, si affacciano al popolo del web rendendo ancora più macabro e terribile l’atto perpetrato. Tra i fatti più clamorosi, quello avvenuto in Nuova Zelanda tre anni fa, quando un uomo riprese la sua irruzione in una moschea, prima di fare fuoco. In questo caso, il fatto avviene a Memphis: manco a dirlo, ancora una volta negli Usa. Un Paese dove – lo ricordiamo – anche i bambini talvolta minacciano di sparare.

A Memphis la strage di un uomo in diretta Facebook

Strage in diretta Facebook, queste parole risuonano in modo assurdo perché si fatica sempre a crederci. Eppure, avviene. Ed è accaduto ancora una volta negli Stati Uniti, dove un uomo, Ezekiel Kelly, ha ucciso quattro persone e ne ha ferite altre tre, riprendendo almeno una delle sparatorie in diretta sul social network. La polizia locale ha catturato il ragazzo afroamericano poco dopo. Secondo lo sceriffo Anthony Buckner, della contea di Shelby, la strage sarebbe nata da una questione di scommesse. Nel video che Kelly ha trasmesso in diretta, il ragazzo urla: “Arrivo e lo faccio a modo mio, e con la telecamera. Cosa ha detto questo negro? Lo faccio davvero, davvero, sentite me, questo è sul serio. Lo giuro su mia madre, pensate che io stia scherzando? Adesso vi faccio vedere questa cosa sta per succedere veramente”. Poi il ragazzo, 19 anni, spara due volte a un uomo in piedi, dentro un supermercato, prima che la ripresa non sia più precisa ed egli stesso urli ancora: “L’ho fatto!”.

Il tentativo di fuga e l’arresto

Dopo il breve filmato della strage, andato in diretta su Facebook e poi diffuso anche su Twitter, raffigurante proprio l’uomo che entrava in un negozio e sparava due volte alla prima persona che incontrava, è partita la caccia da parte delle forze dell’ordine, che hanno arrestato Kelly e lo hanno comunicato nuovamente su Twitter. Secondo Karen Rudolph, portavoce della polizia di Memphis, Ezekiel Kelly è stato fermato nel quartiere di Whitehaven, due ore dopo l’allarme. Il 19enne afroamericano aveva cercato la fuga rubando un’auto in una stazione di servizio. A quanto risulta aveva dei precedenti: nel 2020 era stato accusato di tentato omicidio e condannato a tre anni di carcere.

Alberto Celletti

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