Roma, 8 set — Mangiare meno carne, ce lo chiedono Bruxelles, Greta (ma che fine avrà fatto?), Bill Gates e Leonardo Di Caprio con le sue fabbriche di hamburger sintetici olandesi foraggiate dalla Ue nel nome della sostenibilità e dell’ambiente: e — guarda caso — è proprio dall’Olanda che arriva il primo stop all’esposizione nelle vie cittadine delle pubblicità di prodotti a base di carne.

L’apripista è la città di Haarlem, dove il consiglio comunale ha stabilito che dal 2024 sarà proibito esporre cartelloni che pubblicizzino bistecche & co. La cittadina, un centro di circa 160mila abitanti situato a una decina di chilometri da Amsterdam, sarà a prima al mondo ad adottare questa politica. Il divieto potrà entrare in vigore solo nel 2024 in attesa delle scadenze di tutti i permessi dati in concessione ai produttori di carne.

In Olanda la prima città a proibire le pubblicità della carne

L’iniziativa arriva dal consigliere Ziggy Klazes del partito ambientalista GroenLinks (Sinistra verde), e mira alla disincentivazione del consumo di carne nel tentativo di ridurre le emissioni di gas serra prodotte dal bestiame di allevamento, il 14,5% delle emissioni totali prodotte dall’uomo secondo l’Onu. Il consigliere Klazes, auspicando che l’iniziativa venga imitata da altre città e — ancor meglio — a livello nazionale, ha assicurato al canale radiofonico Haarlem105 che proibendo le pubblicità della carne non si vuole certo imporre un regime alimentare alla cittadinanza, figuriamoci. Non subito, per lo meno.  «Se le persone vogliono continuare a mangiare carne, bene. Ma non possiamo dire loro che c’è una crisi climatica e allo stesso tempo incoraggiarle ad acquistare prodotti che sono la causa di questa crisi». La filiera della carne e il suo indotto, si è deciso, sarà posta sull’altare sacrificale, con buona pace degli allevatori e dell’occupazione nel settore. 

Allevatori e destra sul piede di guerra 

Gli allevatori, già da tempo sul piede di guerra contro le campagne che incentivano la limitazione al consumo di carne — tempo fa avevano promosso la campagna Nederland Vleesland («Paesi Bassi paese della carne») — non stanno a guardare, organizzando proteste. Secondo uno dei portavoce il consiglio comunale della città «si sta spingendo troppo oltre nel dire alle persone cosa è meglio per loro». Che è il classico copione seguito dalla sinistra ecologista. A fianco degli allevatori si è schierato Sander van den Raadt, leader locale del partito di centrodestra Trots: «È straordinario che il comune di Haarlem organizzi una grande campagna pubblicitaria per dire alle persone che in città possono essere se stesse e amare chi vogliono, ma allo stesso tempo se a queste piace la carne invece della verdura verrà una “brigata paternalistica” a dire loro che si stanno sbagliando».

Secondo Klazes l’unica deroga alle pubblicità della carne andrebbe applicata a quei cartelloni che mostrano senza censura le varie fasi della macellazione del bestiame: «Niente agnelli saltellanti e vitelli felici disposti, per così dire, di propria iniziativa a saltare sul coltello per noi. No. Le pubblicità dovrebbero contenere immagini cruente di macelli, mucche infilzate tra gli occhi, rotaie infinite con polli morti, stalle con scrofe e maiali su reti d’acciaio. […] Lo slogan potrebbe essere “Carne, non bella, ma buona”».

Cristina Gauri

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1 commento

  1. E certo, l’ Olanda è la prima responsabile di una agronomia infame nei riguardi degli esseri viventi !! Oggi si autodenunciano pure e qualcuno vuol far finta di un bel niente?!

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