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Roma, 27 mar – Porte aperte, più immigrati e giustizia sarà fatta. Sembra essere questa la linea insindacabile di Papa Francesco, che non riesce evidentemente a concentrarsi maggiormente sui principali problemi che affliggono la Chiesa. “Tenere ferma la nave è un’ingiustizia. Perché lo fanno? Per farli annegare?”. Così Bergoglio ha risposto alla domanda del giornalista spagnolo Jordi Evole, che ha chiesto al Papa se fosse a conoscenza che “nel porto di Barcellona è stata bloccata la nave di Open Arms”.

La nave della Ong è bloccata perché con tutta evidenza non aveva alcuna autorizzazione a recarsi in Spagna carica di immigrati clandestini. Non si tratta dunque di cattiveria, si tratta di rispettare le leggi e la sovranità degli Stati. Concetti evidentemente piuttosto refrattari a chi ritiene un obbligo accogliere chiunque, senza mai porsi domande su opportunità, sicurezza e legalità.

Civiltà e ricatto morale

Il ricatto morale è l’arma buona per tutte le occasioni: se non li fate entrare siete ingiusti. Come se viceversa fosse cosa buona e giusta, e ovviamente fonte di salvezza. Come riportato da Avvenire, nel colloquio di oltre un’ora il Papa ha risposto sugli abusi sessuali di religiosi, il ruolo delle donne nella Chiesa, la memoria storica, la disuguaglianza, i migranti e rifugiati. Una lunga intervista che andrà in onda domenica 31 marzo sulla tv spagnola laSexta. L’argomento centrale però è sempre lo stesso, il chiodo fisso di Bergoglio: l’accoglienza degli immigrati.

Non a caso, anche ieri, in occasione della sua prima visita ufficiale in Campidoglio, Papa Francesco era tornato sul tema immigrazione (tanto per cambiare): “Ancora più decisivo – aveva detto – è che Roma si mantenga all’altezza dei suoi compiti e della sua storia, che sappia anche nelle mutate circostanze odierne essere faro di civiltà e maestra di accoglienza, che non perda la saggezza che si manifesta nella capacità di integrare e far sentire ciascuno partecipe a pieno titolo di un destino comune”. Ora, senza entrare nel merito storico, che faro di civiltà significhi essere maestri di accoglienza di immigrati, è già di per sé qualcosa di grottesco.

Alessandro Della Guglia

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