Roma, 28 giu – Correva l’anno 2013 quando Marc Marquez, esordiente in MotoGp, spiegava di avere in camera il poster di Valentino Rossi. Leggenda vuole anche quello che poi diventerà il Dottore, nei suoi primi anni nella classe regina (allora la 500), avesse una gigantografia di Max Biaggi. Dev’esserci qualche problema con i poster allora, se è vero che, in un modo o nell’altro, fra tutti non è poi corso buon sangue.
Per quanto riguarda Marquez, quella che sembrava un’amicizia – lo spagnolo passava spesso al “ranch” di Rossi a Tavullia – è andata via via scemando mentre il catalano conquistava titoli su titoli, arrivando a 4 campionati del mondo e cominciando ad insidiare i 7 di Valentino, fermo dal 2010. La rottura definitiva è arrivata nel 2016: a Sepang Rossi vince, ma quella che viene valutata come una scorrettezza gli costa di partire in ultima posizione a Valencia. Campionato ribaltato e Marquez che va a prendersi la vetta della classifica finale.
A due anni di distanza, il talentuoso iberico torna però a tendere la mano al suo acerrimo rivale, che in questa stagione – complici anche i guai Ducati – sembra finalmente tornato competitivo: “Il fatto di essere paragonato a Rossi è incredibile, continua a essere un punto di riferimento. Quello che sta facendo a 39 anni difficilmente si potrà ripetere in futuro“, ha spiegato nel corso di un’intervista al quotidiano Marca. Parole che arrivano a pochi giorni dal gran premio di Assen, pista considerata come un’università del motomondiale. “È incredibile – ha continuato – come mantenga la motivazione, la voglia di migliorarsi, di essere veloce in pista. Questo è ammirevole”.

Commenta