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Roma, 31 gen – Nuovo “sciopero alla rovescia” in un liceo di Roma dopo quello al liceo Amaldi di Tor Bella Monaca.
Adesso siamo a Talenti e la scuola in questione è il liceo Orazio. No alla didattica “convenzionale”, quindi, come se l’insegnamento in una scuola fosse questione di opinioni; si all’ennesima rilettura in chiave “contemporanea” dei classici greci e latini per poter parlare degli immigrati.



In tale ottica, nel classico di via Savinio si parlerà dell’“Odissea” di Omero: in questo contesto Ulisse/Odisseo, colui che chi ha studiato lettere antiche riconosce come “l’uomo dal molteplice ingegno” è per via del suo viaggio in mare un “migrante” (non un eroe, non sia mai). Con lo stesso metro di giudizio viene quindi insegnata nelle aule anche la “Consolazione alla madre Elvia” di Lucio Anneo Seneca: le parole del grande filosofo romano verranno reinterpretate come una lettera di un immigrato separato dalla propria famiglia. Ma Seneca era esiliato da Roma e dunque lontano dai propri genitori per ben altre ragioni che non siano economiche o umanitarie – molto più prosaicamente politiche.

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L’iniziativa, naturalmente, non ha potuto che ottenere e il plauso della sinistra romana nelle persone dei due consiglieri Nastassja Habdank e Matteo Zocchi: “Vedere ragazzi tanto stimolati e attivi riempie il cuore e dà speranza, soprattutto se i concetti espressi sorprendono per umanità e coscienza politica, tali da far impallidire gli attuali governanti. Senza retorica è questa la scuola di cui abbiamo bisogno“.

Di retorica, invece (e purtroppo non quella cara ai greci e ai romani) queste iniziative sembrano esserne piene zeppe.

Ilaria Paoletti

 

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7 Commenti

  1. Penoso e vomitevole. Sottolineo che nessuno di questi pseudo intellettuali liberal, docenti o presunti studenti , accoglierebbe un negroide tribale a casa loro…………come al solito i codardi comunistoidi sperano che gli africani vengano a milioni ma lontano da casa loro………. senza dignità e senza onore. Vigliacchi.

    • Salve, sono Raoul De Gasperi, uno studente del Liceo Orazio ed ospiti uno di questi “negroidi tribali” in casa mia. È una delle persone migliori che abbia mai conosciuto.

    • Raoul De Gasperis, IVH. La mia famiglia ospita un “negroide tribale” da Luglio del 2018. È una delle persone migliori che conosca.

    • Stando a quanto scritto da Lei immagino che abbia ospitato un “negroide tribale” a casa sua, ma dato il suo epiteto dispregiativo utilizzato direi proprio no perché se così fosse non li chiamerebbe con tale nomenclatura.
      Non capisco, inoltre, i “codardi comunistoidi” poiché parlare nel 2019 di comunismo (che è un estremismo come la sua controparte, ovvero il fascismo) è alquanto riduttivo.

    • Stando a quanto scritto da Lei immagino che abbia ospitato un “negroide tribale” a casa sua per parlare così, ma ne dubito perché se l’avesse fatto non avrebbe fatto utilizzo di tale epiteto dispregiativo.
      Non capisco, inoltre, i “codardi comunistoidi”, poiché parlare di comunismo nel 2019 (che è comunque un estremismo come la sua controparte, ovvero il fascismo) è alquanto riduttivo.

  2. Sono la mamma di uno studente del liceo Orazio e sono grata all’insegnante che ha avuto il coraggio di trattare il tema dei migranti . Basandomi sul giudizio di mio figlio è stata una “ Lezione coinvolgente ed emozionate”. Altro che buonismo! Mai sentito parlare di umanità, rispetto dei diritti umani e dignità?

  3. Che tristezza leggere di critiche a un’iniziativa così lodevole. Complimenti signor Raoul per la sua testimonianza.

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