Milano, 8 set – Dopo aver riempito Milano di immigrati clandestini, di islamici cui promette moschee in ogni angolo, il sindaco post-comunista Beppe Sala vuole ora riempire la città di gay, lesbiche, bisex e transessuali. Mai la capitale morale d’Italia ha toccato punti così bassi.

Il sindaco amico dei clandestini, quello che vuole dare loro la paghetta da 500 euro al mese, sta infatti lottando per ospitare nel 2020 la trentasettesima convention dell’International Gay and Lesbiain Travel Association, l’associazione mondiale dei tour operator che si occupano del turismo Lgbt. Sala liquida le polemiche che ne sono scaturite affermando che l’evento potrebbe creare un buon indotto, dal momento che il turismo omosessuale in Italia ha un valore medio che si aggira sui 2,7 miliardi di euro l’anno, e la fiera porterebbe 30 mila persone nel capoluogo lombardo.

Sala vuole quindi trasformare nei fatti Milano in una mega fiera per tutto l’universo gay mondiale e promuoverla per il futuro come destinazione gay friendly, cioè in un ostello a cielo aperto per depravati.

Invece di dare spazio alle famiglie bisognose, invece di sgomberare le case comunali occupate da immigrati clandestini e nomadi, il sindaco Sala, che si dice cattolico e praticante, vuole sacrificare i valori su cui si fonda la comunità cattolica meneghina, in una cloaca aperta a tutte le devianze sessuali e religiose su basi estremiste.

Mentre il Tar, il tribunale amministrativo regionale, boccia il piano moschee che la giunta sinistrorsa di Milano aveva approvato per favorire gli immigrati islamici, il sindaco Sala nuota contro corrente e dichiara di volere a tutti i costi luoghi di culto “visibili e trasparenti”. Peccato che sia sulla visibilità sia sulla trasparenza dei finanziamenti delle moschee esistenti, Sala non abbia mai fatto indagini, anzi ha spesso chiuso entrambi gli occhi proprio mentre da questi luoghi di “culto” milanesi venivano scoperti terroristi pronti ad entrare in azione.

Ora arriva l’opzione del turismo sessuale, quello dei gay, delle lesbiche, dei bisex e dei trans sui quali il sindaco postcomunista punta per fare soldi. Per darli a chi eventualmente? Alle famiglie numerose? Ai poveri? Ai senzatetto?

Sbagliato, i soldi del turismo sessuale, se questa oscena scelta verrà portata avanti nonostante il veto delle opposizioni, andranno solo ed esclusivamente agli immigrati africani, i protetti di Sala, Majorino e compagnia bella.

2 Commenti

  1. Senza entrare nel merito della questione, che mi interessa poco, definire gli omosessuali depravati dimostra una gretta ristrettezza mentale.
    Una cosa è essere contrari alla svirilizzazione della società e alla facoltà di adottare bambini per le coppie gay, all’utero in affitto, essere contro l’utilizzo propagandistico dell’omosessualità da parte dei servi del mondialismo come strumento di disgregazione della famiglia tradizionale in funzione dell’atomizzazione della società, un’altra è liquidare così categoricamente e sprezzantemente il fenomeno, che è presente in tutte le latitudini, culture ed epoche storiche.
    Questa moraluccia bigotta e piccolo borghese vi farà restare confinati ai margini della scena politica.
    Ma come? Vi fate le seghette con l’antica Roma (a proposito dell’angelizzazione della storia trattata in altri articoli che evidentemente contestate solo quando si presta alla vostra visione, ma questo è un altro discorso) e poi ve ne uscite con queste becere esternazioni? E adesso lo storico di turno cercherà di dimostrare che gli antichi romani non erano in larga parte culatoni?

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