Roma, 3 dic – “Disprezzo la violenza, ma che cos’è la violenza di tutto queste persone e delle auto di lusso bruciate, rispetto alla violenza strutturale delle élite francesi e mondiali?”. E’ il primo, di una serie di attacchi via Twitter, lanciati dall’indimenticabile bagnina di “Baywatch” Pamela Anderson in appoggio alla protesta dei gilet gialli. Un cinguettar, tra l’altro, per nulla banale quello dell’attrice canadese che vive a Marsiglia.

Una serie di j’accuse diretti ai politici francesi che hanno perso il contatto con la realtà e che di fatto si mostrano ogni giorno di più incapaci di cogliere le istanze del popolo. Secondo la Anderson le proteste “sono il risultato delle crescenti tensioni innescate dai politici rappresentati da Macron e il 99% della popolazione che è stanca della disuguaglianza”. Uno schiaffo assestato al presidente francese dunque, simbolo della torre d’avorio in cui si sono rifugiati in modo alquanto sprezzante i governanti transalpini e con loro un’intera classe dirigente e culturale oramai ancorata a vecchie logiche politiche, fallite e inesorabilmente fallimentari.

“La vera domanda da porsi adesso è se la disobbedienza può essere costruttiva”, si chiede la Anderson sempre su Twitter, mostrando una capacità di ponderazione e una lungimiranza del tutto inaspettate. Eppure, per quanto possa stupire che a scrivere queste perle sia un’attrice fino ad oggi nota ai più per tutto tranne che per le acute riflessioni di natura politica, la “vera” domanda che sorge spontanea a noi è un’altra: possibile che Macron sia più impopolare e incapace della sinistra italiana? Al popolo europeo l’ardua sentenza.

Eugenio Palazzini

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