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Roma, 12 dic -Andrea Antonini è il vicepresidente di CasaPound, un movimento che da anni è in prima fila per affermare un principio che dovrebbe essere cardine per qualsiasi forza politica: difendere il proprio popolo. Ieri Antonini è stato condannato, insieme ad altri 8 esponenti di CasaPound, a 3 anni e 7 mesi per aver protestato insieme ai cittadini del quartiere romano di Casale San Nicola contro l’arrivo di immigrati clandestini, in un centro giudicato successivamente non idoneo e gestito da una cooperativa coinvolta in Mafia Capitale. Quel giorno donne e anziani in lacrime furono strattonati dalle forze dell’ordine inviate dall’allora prefetto Gabrielli, lo stesso che oggi giudica più grave una dimostrazione sotto un giornale che una bomba davanti a una caserma.

Si tratta di una sentenza politica?

Diciamo che questa cosa la raccontano eloquentemente i fatti. Come ricostruito da chiunque abbia assistito ai fatti, quel giorno si è creato un unico fronte che si opponeva all’arrivo di questi clandestini, composto dai cittadini di San Nicola, presenti in almeno un centinaio di persone, e i militanti di CasaPound. Eppure gli unici accusati, processati e condannati sono solo i militanti di CasaPound. Non c’è un solo cittadino di San Nicola identificato e processato per resistenza. Questo mi sembra che la dica lunga sulla natura di questo processo.

Peraltro le obiezioni che CasaPound muoveva all’allestimento del centro d’accoglienza si sono rilevate poi più che fondate, giusto?

Esatto, questa cosa è stata sancita in almeno un paio di occasioni. Una è assolutamente lapalissiana, perché c’è una sentenza del tribunale amministrativo regionale che ha intimato il ripristino dello stato dei luoghi alla cooperativa per aver effettuato i lavori in assenza delle necessarie autorizzazioni. La struttura è quindi stata fatta passare per idonea ad accogliere i clandestini grazie a lavori effettuati contro la legge. Tanto che la principale richiesta dei cittadini e nostra, durante i tre mesi di presidio, è stata quella di vedere un documento prefettizio che stabilisse l’idoneità della struttura per accogliere questi cento adulti. Questo atto non è mai stato prodotto e non sta neanche nella carte processuali. Molto probabilmente non esiste.

L’allora prefetto di Roma, Franco Gabrielli, ebbe parole molto dure sul presidio e sembrò “ispirare” la dura reazione poliziesca. Oggi lo ritroviamo capo della polizia, autore di altre dichiarazioni imbarazzanti. Non è che Gabrielli svolge anche una funzione politica, a questo punto?

Quasi esclusivamente politica, direi. Il problema di fondo è che questa funzione paga, ai fini della carriera. E preciso che lui, all’epoca, non si limitò a lanciare invettive contro CasaPound ma disse che persino i cittadini non potevano dire la loro sull’installazione di un centro di accoglienza. Ma ha fatto anche di peggio. Dopo quel piccolo tafferuglio, che peraltro ha visto registrare referti assolutamente ridicoli da parte delle forze dell’ordine, cose assolutamente incompatibile con lo scenario descritto dal pm, ha detto che auspicava che “i manifestanti avessero la fedina penale macchiata”. Ed è sulla base di questo che poi ce lo ritroviamo, pochi mesi dopo, a capo della polizia, ruolo in cui oggi può dire che è peggio una manifestazione sotto la sede di Repubblica che una bomba a una caserma.

Gli avversari politici oppongono spesso a Cpi il numero dei suoi arrestati, indagati e condannati. Va detto, però, che ci sono condanne che hanno un senso politico e si possono rivendicare come tali. È così?

Questo lo abbiamo scritto e detto prima ancora che cominciasse il processo, dato che non è che ci volesse una grande lungimiranza per capire che sarebbe arrivata, dato il contesto, una condanna esemplare: per noi è una medaglia e lo rifaremmo anche domani. Ci ripaga il fatto di leggere gli attestati di stima della gente di quel quartiere, ora che non c’è più il centro, probabilmente grazie anche alla nostra azione di quel giorno.

 

4 Commenti

  1. …..viene da pensare che il PD si è costruito un corpo ‘speciale” di polizia…Per caso ha un manifesto di ”l. continua” in cameretta? Che non farebbero per far carriera….