Home » Brescia, i sindacati non partecipano a conferenza sul lavoro: “Siamo antifascisti”

Brescia, i sindacati non partecipano a conferenza sul lavoro: “Siamo antifascisti”

by La Redazione
6 comments

Brescia, 12 dic – Il sindacato, sembra superfluo ricordarlo, rappresenta e tutela i lavoratori. Almeno questo dovrebbe essere il suo ruolo e di questo dovrebbe occuparsi: del lavoro. Per farlo non dovrebbe neppure essere condizionato da nessuno, “Il sindacato è libero”, recita infatti l’articolo 39 della Costituzione italiana. Peccato che nonostante gli 11 milioni circa di iscritti dichiarati, CGIL CISL e UIL a ben pochi italiani risultino scevri da condizionamenti ideologici.

Quanto però accaduto a Brescia è qualcosa di ben più grave. I rappresentanti provinciali dei principali sindacati, gli stessi CGIL CISL e UIL appunto, hanno rifiutato con tanto di lettera scritta di partecipare ad una conferenza organizzata da CasaPound. D’accordo, direte voi, magari l’evento in questione trattava tematiche che un sindacato non affronta per sua natura. E invece no, si trattava proprio di un dibattito aperto con i rappresentanti sindacali dal titolo: ‘Lavoro e sindacalismo oggi’. “Li abbiamo invitati volentieri a un confronto libero – dichiara Davide De Cesare, responsabile di Cpi Brescia – ma ci hanno risposto che rifiutavano di partecipare al nostro convegno perché non accettano confronti con noi”.

Ma come? Un movimento politico organizza un dibattito sul lavoro e i sindacati si rifiutano di parlare proprio di lavoro? Già, perché a loro in realtà il tema in questione interessa soltanto (come scritto sulla lettera, che pubblichiamo, da loro inviata a CasaPound) se vi è una “comune radice valoriale”. E quale sarebbe questa comune radice? “L’antifascismo, la democrazia e il rispetto della Costituzione Italiana”, scrivono sempre i segretari locali dei tre principali sindacati.

Ma come, la democrazia non dovrebbe ammettere un libero confronto tra le parti? La Costituzione non recita appunto nel primo articolo che “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”? Certo che si, perché quindi un sindacato non accetta di parlare di lavoro con un movimento politico? Ah già, magari è per via dell’antifascismo. L’unico termine che guarda caso non compare nella Costituzione.

Eugenio Palazzini

You may also like

6 comments

Tony 12 Dicembre 2017 - 6:53

….”quelli” l’unica cosa che difendono è la poltrona che hanno occupato alla faccia dei lavoratori…

Reply
Raffo 13 Dicembre 2017 - 12:45

I sindacalisti difendono i loro stipendi e i loro privilegi , così come sono risultano inutili e fuori dal mondo…… così come sono ovviamente ……

Reply
ANTERO 13 Dicembre 2017 - 9:18

Hanno paura del confronto e si nascondono dietro puerili scuse … W I D S !

Reply
serena 13 Dicembre 2017 - 9:47

Con un ex dirigente abbiamo fatto due “conti in tasca” alla triplice.. sorpresa! Hanno un “fatturato” più alto della fiat… meditare, gente.. meditare

Reply
remo 13 Dicembre 2017 - 6:45

chiamali stupidi, sanno come agire plagiando teste e emnti, a loro interesse, che in molti casi coincidono con quelli dell´AZIENDA,altro non sono che una cricca di truffatori e mafiosi,puntano al potere ed il lavoratore coglione paga e li vota,

Reply
paleo 14 Dicembre 2017 - 2:27

Questo succede se ci si mette sul loro terreno, in materia economica. Inoltre io combatto questa Costituzione, la Carta Costituzionale non è un dogma, e almeno ogni mezzo secolo andrebbe revisionata, non è che quelli del ’48 debbano decidere per gli italiani di oggi e del futuro.

Reply

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati