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Vicenza, 11 dic – Gabriele Tasso è il giovane sindaco di San Pietro Mussolino, un piccolo comune in provincia di Vicenza che per anni è stato in testa alle classifiche italiane per immigrati residenti. Nonostante il netto calo di stranieri degli ultimi anni, resta tuttora un comune con una forte presenza di non italiani (nel 2016 rappresentavano il 17,6% degli abitanti). Per opporsi alla concessione di facili cittadinanze e per aver adottato politiche incentrate sulla difesa degli italiani, Tasso ha subito minacce e intimidazioni. “Lei pensa solo al popolo italiano. E per questo ha un atteggiamento razzista. Se non cambierà comportamento nei confronti degli altri popoli, ci saranno gravi conseguenze per la sua persona“. Era questo il testo di una lettera anonima lasciata sulla porta del Municipio e indirizzata al sindaco meno di due anni fa. Il sindaco ha però tirato dritto senza lasciarsi intimorire e non sono mancate ulteriori minacce, con tanto di scritte sui muri del piccolo comune.

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Sindaco, l’hanno accusata di pensare soltanto ai cittadini italiani e per questo hanno colto l’occasione per minacciarla fisicamente. Si sa chi è stato? Ha paura di queste persone?

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Dalle indagini delle forze dell’ordine è emerso che erano due 17enni, un marocchino e un congolese. Probabilmente sono stati sollecitati dai genitori a scrivere questa lettera. Il tutto è avvenuto dopo che ho adottato alcuni provvedimenti e compiuto interventi contro lo spaccio di sostanze stupefacenti e per combattere l’insicurezza generale nel mio comune. In seguito a multe e denunce di fatto mi sono creato qualche nemico. Ma sono orgoglioso e non ho certo paura.

Lei si oppone fermamente alla concessione di cittadinanze cosiddette facili, cosa ne pensa dello ius soli?

A me piace usare una provocazione: lo ius soli c’è già. Perché l’attuale metodo di concessione della cittadinanza è assurdo. Di fatto viene concessa a chiunque senza neppure interpellare le amministrazioni comunali che conoscono meglio degli altri enti statali le persone a cui viene garantito questo privilegio. Ci sono immigrati che non conoscono l’italiano, che si chiudono nelle loro comunità senza volersi integrare e che nonostante questo riescono ad ottenere facilmente la cittadinanza. A San Pietro Mussolino e nei comuni limitrofi c’è una forte presenza di indiani e bengalesi, non sono noti alle cronache per commettere spesso reati gravi ma utilizzano di fatto l’Italia come un ufficio dove ottenere agevolmente permessi di soggiorno. Anche questa è una situazione inaccettabile.

Come può allora un sindaco di un piccolo comune opporsi efficacemente a tutto questo?

Innanzi tutto può denunciare i gravi comportamenti di alcuni personaggi. Ad esempio lo scorso settembre anche grazie a un mio intervento pubblico, un indiano arrestato per rapina non ha ricevuto la cittadinanza che avrebbe dovuto ottenere da lì a sei mesi. Ho scritto al prefetto per renderlo a conoscenza della situazione e fortunatamente sono stato ascoltato.

*Ringraziamo il sindaco per aver scelto di abbonarsi a Il Primato Nazionale.

a cura di Eugenio Palazzini

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9 Commenti

  1. Ormai il metodo pare chiaro e ripetitivo,il problema sono i fascisti e l’onda nera, mentre minacce,spaccio, prostituzione, delinquenza, degrado e povertà sono sciocchezze che gli idioti del pd nel loro mondo marcio e immaginario lasciano come regalo agli italiani che devono marcire in miseria e silenzio…..che bel paese…..

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