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Roma, 1 mar – “Il mio telegiornale è politicamente equilibratissimo. Basta vedere i dati dell’Osservatorio di Pavia. E questo perché sto attento al minutaggio, sono maniacalmente attento che ci siano tutte le voci”. Non ha dubbi il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano, che molti considerano il direttore “sovranista” della Rai, parlando in un’intervista al Foglio. E non ha nemmeno peli sulla lingua, criticando l’atteggiamento di tutti coloro che hanno stigmatizzato, gridando al tentativo di propaganda, iniziative come quella di inserire nella programmazione del telegiornale l’intervista del filosofo Dugin: “il Pudpc, il Partito Unico del Politicamente Corretto, vorrebbe mandarmi i gendarmi in redazione. Tutti i giornali del mondo intervistano Alexander Dugin, l’ideologo di Putin, ma se lo intervistiamo noi Carlo Calenda fa un tweet“. Tutti, compresa l’Annunziata.

Pluralismo non solo nei Tg

Sulla stessa lunghezza d’onda è il consigliere della Rai Giampaolo Rossi che all’Adnkronos spiega: “L’Agcom vigili sul pluralismo non solo nei Tg, ma anche nei programmi di informazione e intrattenimento”. Il pluralismo, per Rossi, “non è determinato solo da chi ha una rappresentanza parlamentare ma da quel complesso mondo di intellettuali, giornalisti e influencer che, pur non facendo parte di un partito politico, rappresentano uno schieramento politico”. E’ evidente come “alcuni programmi, sotto l’etichetta dell’intrattenimento, producono un condizionamento culturale e politico“. Emblematico è il caso di Che tempo che fa di Fabio Fazio: Rossi ritiene “curioso” che il programma “abbia invitato per ben tre volte Roberto Saviano, intellettuale schierato ideologicamente, garantendogli dei monologhi senza contraddittorio in cui lo scrittore ha potuto esprimere una visione del mondo con una forte connotazione politica”. La trasmissione di Fazio “presenta la maggiore criticità sul tema del pluralismo per il palese squilibrio nella scelta degli ospiti politici e non politici”. E conclude: “All’Agcom sfugge che il tema del pluralismo va allargato a tutti i contenuti informativi e di intrattenimento. Consentire a un intellettuale come Bernard-Henri Lévy, figura ideologicamente schierata, di poter fare un monologo di oltre 10 minuti nella trasmissione di Lucia Annunziata praticamente senza contraddittorio, richiama o no il tema del pluralismo? Credo di sì”.

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. si deve parlare di sovranità monetaria e uscire dall’€, unica chance dell’Italia per ripartire economicamente e tornare competitivi, Per il tempo necessario si adotterà la lira autarchica per ricostruire il mercato interno e capire la portata delle ns imprese necessaria alla domanda interna. Allo scopo il Tg deve dare voce all’avv. Mori giurista e costituzionalista di Casapound che spiegherà in maniera chiara e semplice come e perchè si debba uscire dall’€. con la Costituzione alla mano spiegherà i tutti i punti sanciti dalla Costituzione che la sovranità monetaria appartiene allo Stato sovranoe quindi al popolo sovrano.
    ùallo scopo il TG

  2. Parole sacrosante,l’agcom è un gruppo di comunistoidi ipocriti che hanno il solo compito di fermare e togliere voce a coloro che portano avanti idee e pensieri di buon senso, ovvero diverse dal pensiero unico sorosiano piddino………. vigliacchi. Vergogna.

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