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Roma, 3 feb – Noi sappiamo chi vincerà l’Oscar per il Miglior film quest’anno. Lo sappiamo perché abbiamo notato un fatto abbastanza curioso: c’è un premio che spessissimo – se non sempre – anticipa l’assegnazione dell’ambita statuetta degli Academy Award, il massimo riconoscimento di Hollywood per un film. E no, non stiamo parlando dei Golden Globe, che sono i premi assegnati dai giornalisti stranieri iscritti all’Hfpa, l’associazione della stampa estera di Hollywood. Anche se spesso i Golden Globe anticipano gli Oscar, soprattutto nelle categorie quali Miglior attore o Migliore attrice (un po’ meno spesso per Miglior regista o Miglior film) non stiamo alludendo a questo premio. Anche perché non sempre il gusto della stampa estera coincide con quello a stelle e strisce. E come abbiamo visto negli anni, a volte i Golden Globe hanno premiato film più nelle corde europee rispetto alle pellicole che poi fanno man bassa alla Notte degli Oscar. Dove peraltro entrano in campo fattori non sempre riconducibili alla qualità artistica delle pellicole in lizza, come il “politicamente corretto” o l’integrazione razziale, tanto per fare esempi macroscopici (Moonlight vincitore quando erano candidati La La Land o Arrival).

Quando i produttori si premiano tra di loro

Quella che invece a tutti gli effetti sembra una anticipazione dell’Oscar per il Miglior film, con rigore quasi scientifico e una statistica da brividi, è l’assegnazione di un premio molto meno noto ma assolutamente “di peso” nell’industria cinematografica Usa. Stiamo parlando del premio Producers Guild of America, assegnato ai migliori membri dello staff di produzione dei film, ossia il produttore o il produttore esecutivo o anche il produttore supervisore di una pellicola. In sostanza quelli che mettono i soldi per girare i film poi si assegnano il voto tra di loro. E’ un premio relativamente giovane – la prima edizione del Darryl F. Zanuck Award per il Miglior film è del 1990 – e dal 2002 ha visto l’introduzione anche dei premi Stanley Kramer, assegnato ai film che “gettano luce sulle problematiche sociali provocatorie”, e Vanguard che premia i film di miglior successo nei nuovi media e nella tecnologia.

Quest’anno il Pga per il Miglior film è andato a 1917

Ebbene, con una frequenza altissima, gli ultimi premi della Pga per il Miglior film negli ultimi anni ha anticipato l’Oscar per la categoria più prestigiosa. Da The Hurt Locker a Il discorso del Re, da Argo a 12 anni schiavo e Green Book, la statuetta per il Miglior film dell’anno è andata ai titoli che avevano già ottenuto il premio dei produttori. E sapete quest’anno chi ha vinto il premio Pga? 1917 di Sam Mendes, il film sulla prima guerra mondiale, acclamato dalla critica per essere un quasi ininterrotto piano sequenza di 110 minuti. La pellicola del regista britannico ha ottenuto dieci nomination agli Oscar, tra cui quelle di Miglior film e Miglior regia. Ed ha appena vinto il Bafta (l’Oscar britannico) per il Miglior film – ma in tal caso non fa testo, visto che se lo sono auto-assegnato. Qualcosa ci dice (visto che Sam Mendes figura anche tra i produttori della pellicola) che 1917 soffierà la statuetta al celebratissimo Joker (che dovrebbe vincere a mani basse oltre a Miglior attore anche Miglior montaggio) o al geniale Parasite – ben sei candidature, un record per un film straniero.

Quest’anno sono in gioco molti fattori “speciali”

Ma attenzione, in virtù dei fattori “speciali” sopra elencati, quest’anno a contendersi la statuetta più ambita – per tacere di un Tarantino super moscio con C’era una volta a… Hollywood e Storia di un matrimonio, il Kramer contro Kramer sottovoce che fa tanto intellettuali newyorkesi – ci sono anche le Piccole donne rivisitate da Greta Gerwig e Jojo Rabbit, ennesima variazione sul gettonatissimo tema della Shoah. Eppure noi pensiamo che vincerà 1917, perché… così vogliono i produttori. Appuntamento al 10 febbraio, quindi. Si accettano scommesse.

Adolfo Spezzaferro

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