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Roma, 26 giu – Gli alfieri dei diritti lgbt sono arrivati a un tale livello di strumentalizzazione dei fatti di cronaca – anche quelli più banali e insulsi – da scambiare il bacio affettuoso di due sorelle per una manifestazione di affetto saffica. E’ successo alla calciatrice Aurora Galli, esultante dopo aver vinto il match mondiale contro la Cina. Si dirige gioiosamente verso gli spalti, correndo incontro a sua sorella, la pallavolista Andrea Anna Galli, che si sporge e la bacia teneramente. Fraternamente. Per lo spettatore medio della scena, all’oscuro della natura del loro rapporto, potrebbero essere indifferentemente parenti, amiche eterosessuali, o perché no? anche amanti. E aggiungiamo: saranno pure fatti loro, quello che combinano o meno in camera da letto.



Lenti arcobaleno

Per il progressista terminale, la cui visione del mondo è distorta dalle lenti arcobaleno indossate 24 ore su 24, non esistono altre opzioni che impicciarsi della vita sessuale delle persone e dedurne che un gesto affettuoso tra femmine è invece rivelatore sicuro di omosessualità. Un saltare alle conclusioni, un procedimento mentale che, con le dovute differenze, mi ricorda un po’ i bulli della mia scuola media, (quelli che tormentavano gli sfigati e che si davano del “fro*io” tra di loro se qualcuno mostrava le proprie debolezze) che scorgendo due ragazze in atteggiamenti troppo affettuosi, saltavano subito alla conclusione che si trattasse di due lesbiche, tormentandole fino alla nausea.

Sfondoni capolavoro

E così, alla visione di quel bacio così colpevolmente saffico, all’establishment nostrano non è parso vero: una bella scenetta scesa dal cielo, pronta da cannibalizzare con status su Facebook farciti di arcobaleni. Lo ha fatto subito la Cirinnà, ad esempio, che ha subito pubblicato la foto con didascalia “La vittoria più dolce. Le nostre azzurre, il nostro orgoglio ?❤️#LoveWins“. Parte la valanga di insulti del popolo dei social, a cui il social media manager della senatrice risponde nel consueto modo arrogante, arrivando a sostenere l’insostenibile spiegando che “Sappiamo che sono sorelle, resta un bellissimo gesto d’affetto, non trova?”, e l’arcobaleno allora che c’entra? “Solo chi vede un arcobaleno e gli vanno in blocco le sinapsi lo fraintende”, fino ad insultare direttamente i commentatori.

Ma il vero capolavoro lo mette in atto Saverio Tommasi, che prima posta la foto con didascalia “Viva l’Italia! 2 a zero! Ai quarti! Fuck bigotti!”, poi, vedendo la mala parata di insulti lo modifica non una, ma cinque volte, forse ignaro del fatto che il social di Zuckerberg consente ai propri utenti di visualizzare la cronologia delle modifiche apportate agli status.

Ed ecco qui la sequela di pezze peggiori del buco scritte dal Saverione nazionale pur di cercare di rimediare alla figuraccia, impietosamente registrate da Facebook:tommasi

Non pago dello sfondone, tira in ballo il “bigotto medio” (forse non rendendosi conto che il bigotto medio, che salta subito alle conclusioni, in questo caso è proprio lui), poi per rafforzare la sua tesi decide di chiamare in causa anche la “capitana nera” – non ce la vuoi mettere dentro una bella strumentalizzazione etnica già che ci sei?

tommasi

Cristina Gauri

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5 Commenti

  1. Sarebbe da scrivere nei commenti ai loro post: “Ringraziamo l’eterosessualita’ che ha messo al mondo queste giocatrici”. Solo così possiamo fare gol…

  2. E’ sempre uno schifo vedere due donne o due maschi pelosi che si baciano in bocca. Che schifo e che orrore questi maiali.

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