Roma, 17 gen – A Genova i genitori fanno lezione al posto dei professori: di tutte le esperienze fuori scala generate dal Covid, quest’ultima è una delle più inquietanti, come riportato da Tgcom24. E tanto per cambiare riguarda ancora la martoriata scuola.

A Genova i genitori fanno i professori

A Genova sono i genitori a fare lezioni. Non ovunque, chiaramente, ma nell’Istituto comprensivo di Bogliasco, Pieve e Sori, messo letteralmente in ginocchio dalla situazione attuale e privandolo di insegnanti. Il preside, Enrica Montobbio, ha cercato di risolvere il problema, cercando nelle graduatorie e lista Mad dei supplenti, senza successo. E allora, spalle al muro, ha pensato a un metodo originale, annunciando sul registro elettronico:  “Dateci una mano e occupate le cattedre fino a quando non rientreranno i titolari”.

Una richiesta diretta ai genitori praticamente per ogni ambito scolastico tranne le superiori: asilo, elementari, e medie. Per partecipare, però è necessario possedere dei titoli indicati nel registro. Per asilo ed elementari sono necessarie la “laurea magistrale (o triennale) in Scienze della formazione primaria o dell’infanzia, diploma di maturità magistrale o di scuola magistrale conseguito prima e dopo il 2003, laurea magistrale (o triennale) in materie umanistiche e scientifiche che diano accesso all’insegnamento o in pedagogia, sociologia e affini”. Per le medie “una qualsiasi laurea magistrale o triennale che consenta l’accesso all’insegnamento, prescindendo dai 24 crediti formativi universitari per i concorsi”.

“Tante email finora”

Risultati? La Montobbio si è espressa così: “Abbiamo ricevuto tante email e suppongo che da oggi (lunedì 17 gennaio, ndr) arriveranno anche tante telefonate. Valuteremo tutti, ma chiameremo chi è in possesso dei titoli richiesti per aspirare a una supplenza. Posso solo dire che tanto entusiasmo fa bene a una realtà come la nostra”. E una mamma dichiara: “Ho letto l’appello della preside e ho visto che sono in possesso di uno dei titoli di studio. In questo periodo non lavoro e quindi posso dare la disponibilità. Non avrei mai fatto la professoressa, nemmeno per un giorno, perché credo che per certi lavori non ci debba essere approssimazione, ma questa è un’emergenza e c’è bisogno di tutti“.

Alberto Celletti

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

Commenta