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Roma, 5 ott – Il personaggio lo conosciamo, e si è sempre distinto per provocazioni, immagini forti, colpi di testa. Sempre pronto a sfidare il politicamente scorretto e le buone maniere di politici e intellettuali paludati. Eppure, ogni tanto, le sue uscite lasciano perplessi anche i suoi fan più accaniti. Stiamo parlando di Vittorio Sgarbi, critico d’arte e volto televisivo, attualmente deputato di Forza Italia. Ebbene, in un discorso ieri alla Camera, Sgarbi ha preso le difese di Mimmo Lucano, il sindaco di Riace arrestato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, nonché nuovo eroe di Saviano e di tutta la sinistra globalista.
«Il rispetto delle diversità e l’attenzione per i più deboli e per gli ebrei di ogni momento storico è uno dei fondamenti essenziali della nostra nazione», ha detto Sgarbi una volta presa la parola a Montecitorio. Secondo il deputato forzista, dunque, l’impegno del «sindaco di Riace Domenico Lucano, il cui atteggiamento politico è lo stesso di chi ricoverava gli ebrei in età fascista, è stato interdetto da un’azione giudiziaria criminale». E ancora: «Ritengo che una magistratura che interdice un’azione di tutela dei più deboli e dei perseguitati, sia l’emblema di una nazione che non ha più lo spirito del diritto. La magistratura non deve interferire con la politica».

Successivamente Sgarbi ha anche fatto sapere che è deciso ad abbandonare il gruppo parlamentare di Fi. Il motivo, a detta del critico d’arte, sarebbe la mancata visita di Silvio Berlusconi a Sutri, città di cui Sgarbi è sindaco. Sulla faccenda è intervenuta Mariastella Gelmini per gettare acqua sul fuoco, dicendosi fiduciosa «che Vittorio, collega stimato e di grande qualità, possa avere un ripensamento in merito a questa sua decisione. Del resto, il presidente Berlusconi non potrà essere oggi a Sutri solo per un’urgente riunione di partito, che si svolgerà a Roma, sulla prossima legge di bilancio».
Giovanni Coppola

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