Roma, 9 dic – Pierpaolo Sileri sullo Stato di emergenza: “Se ci sarà nel 2022 sarà per poco”. Il sottosegretario alla Salute sulla variante Omicron e su altro, nella notizia riportata da Adnkronos.

Sileri e lo stato di emergenza nel 2022

Cosa pensa dell’eventuale proroga dello stato di emergenza nel 2022 il sottosegretario Sileri? “Ci si deve ragionare sicuramente, ma tutto dipende da quella che sarà l’evoluzione della pandemia da Covid. Ne siamo quasi fuori, la variante Omicron rimescola un po’ le carte, vediamo come si procede con le prime e con le terze dosi. Se necessario dovrà essere prolungato, ma comunque per poco tempo” ha dichiarato intervenendo alla trasmissione L’Italia s’è desta, su Radio Cusano Campus.

E sulla variante Omicron? “Va ridimensionata entro certi limiti, nel senso che dobbiamo aspettare risultati più certi. E’ stato detto che probabilmente si diffonde di più, forse è pericolosa alla stessa maniera, ma il pericolo vero è che possa eludere i vaccini. Al momento sembra che venga neutralizzata con tre dosi e se questo fosse confermato significherebbe che dobbiamo accelerare con i booster”.

“In tv dovrebbero andare non vaccinati ragionevoli”

Dopo lo stato di emergenza, Sileri interviene anche sulle polemiche dei non vaccinati in tv.  Sul tema il sottosegretario dichiara di preferire che “venisse invitata in tv una persona dubbiosa sul vaccino messa a confronto con uno scienziato che può dare delle risposte alle sue perplessità. Se viene chiamato il no vax puro, il complottista del microchip non è rappresentativo del 15% della popolazione non vaccinata. Ci sono soggetti che dicono delle baggianate facendo leva sulle paure di molti che giustamente sono preoccupati. Con le persone preoccupate bisogna parlarci, però se poi sentono uno che si dichiara professore universitario e dice delle baggianate parlando di complotti, la persona indifesa, impaurita, che non ha la conoscenza medico-sanitaria adeguata si impaurisce di più. Parlare di complottismo non ha senso e fa allontanare alcuni soggetti dalla vaccinazione rischiando di morire”.

Alberto Celletti

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