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Con la primavera e l’estate arrivano un sole splendente, un clima più caldo e… le zecche! 

E’ noto che le zecche e alcuni altri parassiti possono trasportare batteri e virus che possono causare malattie nell’uomo e negli animali. Per la maggior parte, le zecche sono inattive durante l’inverno e iniziano a cercare il loro prossimo pasto quando le temperature si riscaldano. E questo vale anche nel caso di un miglioramento del tempo in seguito a giornate piovose e di mal tempo.

Esiste però un altro problema: a causa del riscaldamento globale, è sempre più probabile che alcune zecche rimangano attive addirittura durante gli inverni più caldi e possano espandere i loro habitat in nuove aree. Per questo motivo, escursionisti e proprietari di cani devono ora stare attenti a questi insetti tutto l’anno.

Riscaldamento globale e adattamento al freddo

Le zecche e altri parassiti si trovano soprattutto in luoghi ricchi di vegetazione durante i mesi più caldi dell’anno, dalla primavera all’autunno. Ma dove vanno durante l’inverno e come sopravvivono?

Mentre gli umani si rivestono di indumenti e per lo più evitano di uscire all’aperto durante le temperature più fredde, gli animali usano una varietà di strategie per affrontare i mesi invernali.  

Per la comune zanzara ad esempio, l’ibernazione è la chiave per la sopravvivenza. Questo insetto entra in una fase dormiente (chiamata diapausa) permettendogli di rimanere per lo più inattivo durante l’inverno. Proprio come gli animali che vanno in letargo, anche la zanzara costruisce depositi di grasso durante la stagione attiva che servono come riserve di energia per i mesi invernali. 

Le zecche, tuttavia, non entrano in diapausa e sono ancora in grado di mordere e mangiare se si riscontrano le giuste condizioni. Questi parassiti vivono vicino ai loro organismi ospiti e talvolta possono addirittura trascorrere l’intero ciclo di vita su un animale, pronte quindi a “risvegliarsi” al tempo conveniente. Ecco che la zecca cane può posizionarsi nel pelo del nostro amico a quattro zampe e, silenziosamente, aspettare il momento opportuno per attaccare. Diventa quindi fondamentale effettuare regolari controlli.

Non abbassare la guardia!

Una delle principali sfide che si devono affrontare quando si parla di zecche, è il fatto che il loro comportamento varia a seconda del luogo in cui si trovano. Ad esempio, secondo alcuni studi, le zecche che vivono in regioni meridionali, tendenzialmente più calde e dove esiste un maggior rischio di disidratazione, si trovano principalmente a terra, sotto le foglie. Al contrario, le popolazioni di zecche settentrionali sono meno minacciate dalla disidratazione e si muovono maggiormente alla ricerca di prede.

Le zecche sono generalmente più attive quando le temperature superano i 7° C , ma non bisogna farsi ingannare pensando che queste muoiano quando inizia il rigido clima invernale. Come detto precedentemente, non è esattamente così e alcuni tipi di zecche possono sopravvivere anche alle temperature più difficili grazie a nuovi sistemi di adattamento. Inoltre, è abbastanza comune che le zecche si raggruppino in delle cavità e cerchino rifugio sotto lo strato di terreno, dove è meno probabile che la temperatura scenda sotto lo zero. E ancora, la copertura nevosa, che si comporta come una coperta, tende a isolare ulteriormente le zecche dalle fredde temperature invernali. E, proprio come altri organismi resistenti al freddo, le zecche possono produrre una proteina antigelo che le aiuta a tollerare le temperature più fredde impedendo al sangue e ai tessuti di congelarsi.

Ecco quindi come diventa molto probabile che tutte le stagioni possano essere adatte, magari non alla proliferazione, ma agli attacchi delle zecche. Esiste un protocollo per controllare la presenza di zecche sia nel caso di essere umani che di animali:

  • Indossare un paio di guanti in lattice. Gli esseri umani sono sensibili alle infezioni da zecche e prendere questa precauzione aiuta a proteggersi dalle malattie.
  • Sentire piccoli dossi su di sè e su tutto il pelo del proprio animale domestico. In genere, questi sono piccoli, rotondi e lisci e nella maggior parte dei casi si potrà vedere l’esterno duro della zecca.
  • Esaminare le fessure tra le pieghe della pelle, specialmente sotto le braccia e le gambe. Le zecche adorano i luoghi caldi e bui dove nascondersi. Inoltre, è importante controllare anche le zone dentro e intorno alle orecchie.
  • Nel caso di un animale domestico, spostare il pelo attorno ad un’area sospetta per ispezionarla meglio. Cani e gatti a pelo corto chiaramente, sono gli animali domestici più facili da controllare.
  • Se si dovesse trovare una zecca nella pelle, è possibile rimuoverla autonomamente, ma in casi più difficili è sempre meglio rivolgersi ad un dottore o veterinario.

In conclusione, date le informazioni delle nuove ricerche, è particolarmente importante impegnarsi in una continua vigilanza nell’individuare ed evitare questi piccoli parassiti, sia sugli esseri umani che sugli animali da compagnia, anche quando si è fuori a fare una passeggiata durante i mesi invernali. 

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