Roma, 31 ott – Angiolina Mariano Ciavatta si è spenta ieri. Se n’è andata così, in silenzio, avvolta da un velo di dolore lungo quasi 45 anni. Angiolina era la madre di Francesco, una delle giovanissime vittime della strage antifascista di Acca Larenzia, avvenuta il 7 gennaio 1978 a Roma. Suo figlio, quel tragico giorno, aveva appena 18 anni.

Il vigliacco attentato costò la vita a lui e al ventenne Franco Bigonzetti, anch’egli militante del Fronte della Gioventù freddato da assassini rossi di fronte alla sede del Movimento Sociale in via Acca Larenzia, nel quartiere Tuscolano della capitale. Una raffica di colpi sparati da armi automatiche di un commando antifascista uccise Bigonzetti sul colpo, mentre Ciavatta – inseguito dagli aggressori – tentò di scappare lungo la scalinata che costeggia l’ingresso dell’allora sede dell’Msi, ma fu colpito di nuovo alla schiena e spirò poco dopo in ambulanza durante il trasporto in ospedale.

Angiolina Ciavatta “nel paradiso dei guerrieri”

“La mamma di Francesco ha raggiunto il proprio figlio nel paradiso dei guerrieri. Onore a te, Angiolina”. E’ quanto si legge sulla pagina Facebook “Acca Larenzia”. I funerali di Angiolina Mariano Ciavata si terranno oggi alle 16 a Montagano, piccolo comune in provincia di Campobasso in cui la donna viveva e nel cui cimitero riposano Franco Ciavatta e suo padre Antonio. Quest’ultimo, due anni dopo la strage di Acca Larentia, si tolse la vita per la disperazione.

La Redazione

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