Mantova, 24 ago – “Dal sindaco Mattia Palazzi attendiamo una spiegazione sul perché, sul sito del Consorzio Solidarietà, che a Mantova si occupa di tutela minori, fino a qualche giorno fa era presente il link della onlus Hansel e Gretel coinvolta nei gravissimi fatti della Val d’Enza”. A dirlo è Camilla Signorini, avvocato specializzato in diritto di famiglia, dopo il post stizzito del primo cittadino che invocava pene esemplari per chi aveva attaccato gli adesivi riportanti la scritta ‘Parlateci di Bibbiano’”. “Il Comune chiarisca i rapporti con la onlus di Fabio Foti perché la Digos avrebbe dell’altro da fare”, chiude la legale.

Da Bibbiano a Mantova

L’avvocato poche settimane fa aveva segnalato, attraverso la sua pagina social, la presenza del link dell’organizzazione, coinvolta nell’inchiesta Angeli e Demoni, sul sito Consorzio Solidarietà, chiedendone spiegazione. Sia il direttore Barbara Dal Dosso sia il presidente, l’assessore comunale al welfare Andrea Caprini, avevano negato ogni collegamento e rimosso immediatamente il link. “Caprini non ha chiarito proprio nulla. Cancellare un link in tutta fretta e dire “non c’entriamo nulla” non basta”, incalza la Signorini.


I dubbi effettivamente rimangono anche a causa di un precedente che necessita di essere spiegato e che risale a circa un anno fa, quando all’interno del programma di Mantova Pride, evento voluto patrocinato e finanziato dal Comune, il 28 maggio 2018 viene invitata Federica Anghinolfi dirigente dei servizi sociali dell’Unione Val d’Enza, nota e riconosciuta nel mondo LGBT, coinvolta nell’inchiesta Angeli e Demoni (insieme a Foti di Hansel e Gretel). Con lei c’è anche Fadia Bassmaji promotrice progetto AffidarSi (anch’essa indagata). Le due sodali sono in città per tenere un seminario, rivolto ad assistenti sociali, educatori e psicologi, intitolato: “Uno sguardo accogliente verso l’affido LGBT” con spettacolo teatrale “pensato per i bambini” prodotto da Sinonimia, associazione teatrale della stessa Bassmaji. L’evento ha mosso da più parti la richiesta di un chiarimento legittimamente rivolto a Comune e Provincia di Mantova e Consorzio Solidarietà patrocinatori con tanto di logo in locandina e promotori dell’appuntamento che prevedeva anche crediti formativi riconosciuti.

Non manca infine un’ultima considerazione. Con l’uscita dell’altro giorno il primo cittadino di Mantova ha fatto l’autoscatto di se stesso: tollerante e/o indifferente ad adesivi, striscioni, bandiere, graffiti, lenzuolate, cartelli e cartelloni che da anni sventolano e appaiono in tutta la città e utilizzati come forma di protesta da gruppi e associazioni politicamente vicine al sindaco, fatwa e caccia alle streghe per chi invece chiede spiegazioni su un fatto che vede coinvolti diversi enti locali. Discriminazione, questo è, da parte di un sindaco che avrebbe come impegno quello di essere il garante di tutti i cittadini.

Pepita Miramar

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3 Commenti

  1. Bambini già con problemi, se mai di veri abusi, e dati in pasto a omosessuali..
    Non ho nulla contro di loro, ma l’adolescenza va tutelata, e fatto crescere ed educare in una famiglia composta da un padre e una madre.
    No da un padre attivo e uno sclerotico passivo.

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