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Roma, 21 mag – E’ ormai difficile capire se c’è davvero una categoria contenta dell’operato del governo per fronteggiare la crisi economica. Di sicuro dopo commercianti, ambulanti, partite iva e imprenditori (per citarne, colpevolmente, soltanto alcuni) sul piede di guerra adesso c’è anche chi lavora negli asilo nido e delle scuole per le infanzia privati. I cui gestori, titolari e operatori sono scesi oggi in piazza perché rischiano di non riuscire a riaprire nemmeno a settembre. Questo pomeriggio hanno così organizzato una protesta a Roma, Milano e in altre cinque grandi città italiane (Venezia, Palermo, Torino, Firenze e Terni). Un flash mob silenzioso con bambole, ciucci, coccarde e simboli vari dell’infanzia lasciati sul selciato: perché in questo modo “siamo stati abbandonati noi”.

I motivi della protesta

Nella Capitale il Comitato EduChiAmo delle scuole private per l’infanzia ha organizzato il flash mob dalle 15 alle 17 davanti a Montecitorio. Proprio mentre il premier Giuseppe Conte parlava in Aula, davanti alla Camera risuonavano le note di canzoni per bambini. Ma in questo caso apparivano tutto tranne che festose. “Il silenzio sui servizi educativi 0-6 è tombale dopo il dpcm sulle riaperture firmato dal premier Giuseppe Conte”, fanno sapere dal Comitato EduChiAmo. Sono più di 10mila le strutture per bambini che in Italia sono state “dimenticate anche dal decreto Rilancio che, oltre a non essere oggetto di alcun piano di riapertura, si vedono negare la proroga della cassa integrazione per i lavoratori”.

In pratica queste strutture, già fortemente danneggiate da tre mesi di chiusura, sono coperte soltanto fino a metà giugno. Dopodiché tutto sarebbe a carico delle singole imprese, che rischiano così di non farcela senza riaprire. “Parliamo di 185mila bambini frequentanti i nidi privati che, se il Governo non interverrà rapidamente, a settembre non avranno più un nido ad accoglierli”, ha dichiarato Cinzia D’Alessandro, presidente del comitato EduChiAmo. “La perdita dei servizi privati si tradurrà in un baratro sociale, economico ed educativo che tutti sottovalutano”, ha precisato D’Alessandro.

La protesta a Roma

 

La protesta a Milano

 

Alessandro Della Guglia

3 Commenti

  1. Quando ci ribelleremo a questo stato di polizia dove vogliono farci sparire tutti? Organizziamoci e facciamola finita con questa dittatura comunista