Roma, 28 lug – Mentre gli Arditi d’Italia si accingono a festeggiare i 105 anni dalla loro creazione e i 100 dalla fondazione delle Federazione Nazionale Arditi d’Italia (Fnai), nella notte fra mercoledì 27 e giovedì 28 c’è chi ne ha voluto oltraggiare ignobilmente la memoria storica. A Capriva è stato imbrattato un monumento in onore degli Arditi e a Manzano è stata invece divelta una lapide, entrambi i Comuni si trovano nell’Isontino.

«Contro il militarismo diserzione e sabotaggio», gli atti vandalici contro gli Arditi

Uno scempio gravissimo contro un Corpo Militare che è stato fondamentale per la vittoria italiana nella Prima Guerra Mondiale. Le scritte di vernice rossa con cui è stata imbrattata l’ara dedicata agli Arditi dimostrano molto dell’ignoranza di chi le ha compiute. Un tentativo di offendere il valore e l’eroismo degli Arditi, con frasi come «Chi fomenta la guerra fra oppressi è servo dei padroni» o «Contro il militarismo diserzione e sabotaggio».

Poi una lunga sequela di insulti guarda caso ai fascisti: «Nella storia i fascisti si appendono a testa in giù», o più sintetici «Fasci=Servi». Il tutto coronato dalla A cerchiata degli anarchici. Questo nonostante il fatto che gli Arditi vennero alla luce nel 1917, quando il fascismo nemmeno esisteva.

La lapide che è stata divelta e distrutta commemorava la nascita degli Arditi proprio in quei luoghi. Sul marmo di quest’ultima era scritto: «In questa casa il giorno 29 luglio 1917, vennero creati i primi reparti degli Arditi d’Italia, terrore del nemico, eroi in tutte le battaglie».

Anpi e Pd mandanti morali?

Gli atti vandalici della scorsa notte contro gli Arditi non sono, però, fatti isolati. Nei giorni precedenti Anpi e Pd avevano messo nel mirino i due giorni di eventi in programma il 30 e il 31 luglio proprio a Manzano, promossi dalla Federazione Nazionale Arditi d’Italia per commemorare il centenario della stessa federazione e i 105 anni dalla nascita degli Arditi.

Le polemiche avevano già fatto fare un passo indietro al Comune di Capriva, il quale ha ritirato il proprio patrocinio all’iniziativa. Patrocinio che aveva inizialmente concesso insieme ai Comuni di Moriago della Battaglia, di Sernaglia della Battaglia, e di Manzano. Nel proprio comunicato l’Anpi aveva espresso il proprio «sconcerto» per una manifestazione ritenuta di «ispirazione fascista» e inquietante «sul piano storico, democratico e civile».

Sorvolando sulla pochezza di queste accuse, sembra proprio che qualcuno si sia voluto fare, per così dire, braccio armato di queste preoccupazioni. La vandalizzazione di quei luoghi così significativi assume un significato se possibile ancora peggiore: è il tentativo di cancellare il ricordo di chi scrisse pagine di sacrificio ed eroismo per la nostra nazione, quasi una minaccia contro quanti ne vogliono invece tenere ancora alta la memoria.

Michele Iozzino

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