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Roma, 11 set – Un Bassetti a gamba tesa contro Crisanti e in difesa di Zangrillo. Il direttore della clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova ha infatti preso le parti del primario di intensiva del San Raffaele, investito da un’ondata di polemiche dopo aver parlato della carica virale del tampone di Berlusconi: «Era talmente elevata che a marzo-aprile lo avrebbe ucciso». Gli ha dato sponda Bassetti, spiegando che «rispetto a maggio, dove si era registrata una importante riduzione della carica virale, adesso con tanta circolazione del virus potrebbe esserci stato un rialzo. La sensazione però la danno i numeri, ed è evidente che oggi la letalità è molto diversa da quella di marzo-aprile».

E’ quindi chiaro che «la nostra capacità di intercettare più rapidamente i pazienti e di curarli meglio» influisce sulla letalità del virus. Fondamentalmente, aggiunge il medico, «quello che è cambiato non è soltanto una maggior bravura dei medici nel curare questa infezione. È anche cambiata la consapevolezza dei cittadini di fronte alla malattia. Sono loro che riconoscono alcuni sintomi e chiedono il tampone. Altrimenti – dice ancora Bassetti – non saremmo mai arrivati a questa drastica riduzione della letalità». Le cifre parlano chiaro: «Oggi siamo intorno all’1%. A marzo-aprile eravamo intorno al 15%. Speriamo che questo si mantenga, i dati di questi giorni ci dicono che su 35mila contagiati, abbiamo 2mila ricoverati di cui 160 in terapia intensiva. Ovvero solo lo 0,4% di tutti i ricoverati è in condizioni serie».

E a Piazzapulita l’infettivologo ci è andato giù pesante. Accusato di essere un «negazionista» e destrorso per aver partecipato al convegno organizzato dalla Lega, lui ribatte: «Quando qualcuno mi dà del negazionista si guardi in casa propria. Io non vado a dire dove sono stati invitati gli altri colleghi, dove io non c’ero. Soprattutto non li ho mai definiti terroristi o eversivi di sinistra». E poi arriva la bastonata a Crisanti. «Crisanti… La scienza secondo Crisanti. Lì sì che c’è la politica, e tanta, creda a me. È stato il candidato del M5s al Senato di Verona fino a un minuto prima… Secondo lei la strategia giusta è quella di Crisanti? Sessanta milioni di tamponati in sei mesi? Buttiamo all’aria un Paese…», conclude.

«Sono sorpreso», ribatte Crisanti «Forse lui sa meglio di me quello che mi hanno chiesto», continua parlando della presunta condidatura. «Numerosi membri dei partiti che sostengono la coalizione del governo» ammette, «mi hanno contattato per una candidatura per le suppletive di Verona», alla quale ha preferito dire «di no. Ho pensato potesse essere più utile occuparmi del controllo di questa pandemia», spiega.

 

Cristina Gauri

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