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Roma, 23 apr – “Coprifuoco alle 22? Una ripicca politica contro le regioni, non ha senso non spostarlo alle 23“: ne è convinto Matteo Bassetti. L’infettivologo non ha dubbi: “Andiamo incontro all’estate con fiducia, ha poco senso penalizzare ancora le attività, è quindi ragionevole spostare il coprifuoco alle 23“. Anche perché solo lo 0,1% dei casi di contagio si verifica all’aperto.

Bassetti: “Contagi all’aria aperta uno su mille”

“I contagi all’aria aperta saranno uno su mille, ha poco senso colpevolizzare le strutture in esterni, si perde di vista l’obiettivo. Occorrerebbe piuttosto limitare i contagi dove si concentrano, sui mezzi pubblici, in famiglia, negli ospedali. Ma bar e ristoranti lasciateli stare. Credo sia sbagliato puntare il dito sempre contro le attività regolamentate. Siamo stati sei mesi chiusi, e i contagi continuavano a crescere a prescindere”, spiega Bassetti in una intervista con il Quotidiano Nazionale.

“Ripicca politica. Che male c’è a tenere aperti ristoranti e locali fino alle 23?”

Alla domanda su cosa spinge il governo a non toccare il coprifuoco, il direttore della Clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova punta il dito contro il ministro della Salute Roberto Speranza. “Mi sembra una scelta politica. Che male c’è, io dico, a tenere aperti la sera, fino alle 23, i locali, i ristoranti? Parliamo di rischio calcolato. Del resto, anche il premier Draghi ha ammesso che il rischio zero non esiste. Quel rischio di mille volte inferiore dipende dalla bella stagione, sarebbe stupido non sfruttarla. Il coprifuoco alle 22 mi sembra una ripicca nei confronti delle regioni, che chiedevano un’ora in più. Ci voleva coraggio. I contagi sono vicini allo zero. Gli esercizi pubblici sono i primi, nel loro stesso interesse, a rispettare le norme della sicurezza”. Ripicca nei confronti delle regioni, la cui stragrande maggioranza è governata dal centrodestra, da parte di un ministro di un partito di sinistra con meno del 2%.

“Non trovo evidenze scientifiche sui reali benefici del coprifuoco”

Anche sulla sua pagina Facebook Bassetti ribadisce il concetto. Se “cerco evidenze scientifiche sui reali benefici di questo presidio stento a trovarne. Soprattutto quando si parla di un’ora o due in più. La scelta del tenerci a casa 5,6 o 7 ore al giorno è molto più politica che non scientifica“, sostiene. Con l’auspicio che il coprifuoco “si possa presto accorciare o eliminare perché i contagi scendono e gli ospedali respirano”. In tal senso però per adesso Bassetti si limita a dire che il coprifuoco si potrebbe spostare di un’ora ma non che andrebbe abolito, visto che è evidentemente illogico e iniquo.

“In Italia sembra mancare una logica sulle riaperture”

In Italia sembra mancare una logica. Forse è passato il concetto ‘azzoppare tutti, cosi tutti corriamo meno veloci’. Lo stesso criterio che ha portato a precludere l’ingresso negli stadi, anche con pochissimi tifosi distanti tot metri uno dall’altro. Ma qualcosa sta cambiando, non dico liberi tutti, ma le attività ripartono come già accade nel resto d’Europa”, fa presente l’infettivologo.

“Cerchiamo di andare incontro all’estate con fiducia”

Più in generale, anche grazie agli anticorpi monoclonali, di cui Bassetti è da sempre un grande sostenitore sul fronte della cura del Covid-19, il quadro è in netto miglioramento. “Oggi poi siamo più bravi a fare diagnosi, sappiamo già quali parametri controllare, quali radiografie richiedere, quali farmaci usare. Abbiamo gli strumenti, i vaccini. Insomma, cerchiamo di andare incontro all’estate con fiducia“, conclude.

Adolfo Spezzaferro

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