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Roma, 17 dic – L’infettivologo Matteo Bassetti ritorna con insistenza contro la misura restrittiva del lockdown natalizio sulla quale stanno convergendo in queste ore le forze di maggioranza e i governatori delle Regioni.

Senza usare mezzi termini il direttore della Clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova ritiene che la zona rossa in corrispondenza della settimana natalizia «è una scelta incomprensibile e un compromesso che non porterà a nulla». Lo ha affermato ai microfoni di Adnkronos Salute definendola «una scelta sbagliata che va contro i principi su cui ci siamo mossi fino ad oggi».

Bassetti definisce “incoerente” il lockdown natalizio

Per Bassetti la parola chiave che declina la bocciatura del lockdown è «incoerenza». «Da quello che sto vedendo in queste ora manca la coerenza a livello decisionale. I provvedimenti con i vari colori nelle regioni (rosse, arancioni e gialle) avevano un razionale scientifico basato sui 21 indicatori. E nel Dpcm si parlava di interventi a livello locale».

Intervenire a livello locale 

Su quest’ultimo nodo, cioè sulla necessità di monitorare localmente la situazione epidemica, insiste particolarmente Bassetti. Quest’ultima cosa è importante perché nel Paese ci sono aree di alcune regioni, penso al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia, che avrebbero bisogno di interventi restrittivi da subito».

Ecco perché il lockdown è sbagliato 

L’infettivologo fa poi riferimento all’ultimo report diffuso dall’Istituto Superiore di Sanità l’11 dicembre, da cui emerge un netto miglioramento della situazione. Per questo motivo, Bassetti ritiene dannoso il lockdown generalizzato durante le feste. «E’ inutile chiedere di fare una enorme zona rossa del Paese dove ci sono tante aree che hanno Rt a 0.7 o 0.6 e poi non intervenire con provvedimenti ancora più drastici dove l’Rt è più alto o dove gli ospedali stanno scoppiando», sostiene. Perché se «in alcune aree le cose vanno male e i provvedimenti andavano presi settimane fa», si rischia di penalizzarne altre in cui la curva del contagio è in discesa e meriterebbero di tirare un po’ il fiato.

«C’è poca coerenza» da parte «di alcuni governatori, non si può scaricare sul governo la capacità di fare o meno le zone rosse. Le Regioni dovrebbero intervenire con i sindaci e individuare a livello locale le zone dove è necessario chiudere».

Cristina Gauri

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