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Roma, 17 dic – Centrodestra all’attacco del governo giallofucsia per l’indecente passerella per i pescatori di Mazara del Vallo liberati in Libia dopo un sequestro di ben 108 giorni. C’è poco da esultare, c’è poco da vantarsi: è una vergogna aver liberato i nostri connazionali con così tanto, colpevole ritardo. E invece il premier Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, volati a Bengasi, pubblicano la foto dei 18 pescatori e esultano sui social per la loro liberazione. Unanime la condanna di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.



La mossa di Conte in vista dell’incontro-scontro con Renzi

Il blitz del premier e del ministro degli Esteri è stato architettato per mettere subito il cappello sopra la liberazione dei pescatori. Peraltro Conte, andando in Libia ha rimandato l’incontro-scontro con Renzi sulla sopravvivenza del governo giallofucsia. Una mossa sicuramente studiata per mettere sulla bilancia il grande successo internazionale – si fa per dire – come contrappeso rispetto alle tante richieste del leader di Italia Viva. Premier e titolare della Farnesina dunque, prima di ripartire per Roma, hanno atteso che i pescatori fossero in viaggio sulle loro imbarcazioni, incontrando nel frattempo il generale Khalifa Haftar, responsabile del sequestro.

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Centrodestra all’attacco: non c’è niente di cui vantarsi

Un successo del governo giallofucsia, insomma, come sottolinea il sottosegretario agli Esteri, il grillino Manlio Di Stefano. “La liberazione dei pescatori a Bengasi è il risultato di mesi di lavoro silenzioso del presidente Conte e del ministro Di Maio con l’intelligence e la rete diplomatica in Libia“. Ma come sottolinea l’opposizione, vantarsi dopo 108 giorni è una vera indecenza. Matteo Salvini puntualizza che “questa operazione non è stata portata avanti da parte politica, ma da servizi di 007 che vigilano sulla sicurezza del Paese“. Motivo per cui, è l’attacco del leader della Lega, “questo tipo di operazioni si annunciano a pescatori rientrati in Italia”. Salvini ne ha anche per Rocco Casalino e “la sua smania di comunicazione” che rischiavano di mettere a rischio l’operazione. Anche il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani sottolinea il successo dovuto “al lavoro dell’intelligence”, affiancandolo anche alle “pressioni dell’opinione pubblica e della politica”.

L’opposizione si interroga sull’eventuale prezzo in termini di accordi politici

Il senatore di FI Maurizio Gasparri pur esprimendo “grande gioia” chiede a Conte di informare il Parlamento sulle modalità della liberazione. “Vorremmo capire dal governo se la presenza del premier e di Di Maio non abbia comportato accordi politici di varia natura, connessi anche a tematiche di sicurezza nel Mediterraneo e capire qualcosa su eventuali impegni assunti dall’Italia“, fa presente. Pier Ferdinando Casini, senatore del gruppo Autonomie, sottolinea che “non ci sono cappelli da mettere su questa liberazione”. “I pescatori italiani sono finalmente liberi. La Repubblica italiana sia unita nel riabbracciarli e ciascuno eviti trionfalismi fuori luogo. Purtroppo nel Mediterraneo contiamo sempre meno“, evidenzia Casini.

Centrodestra: “Umiliazione spacciata per vittoria”

All’attacco anche il senatore di FdI Giovan Battista Fazzolari. “Siamo felici che questa detenzione finisca ma quest’Aula non può non ricordare l’umiliazione che il governo di inetti ha inflitto alla nostra nazione. Oggi Conte e Di Maio volano a Bengasi e mi auguro nessuno voglia vantarsi di aver riportato i pescatori in Italia. È stata una figuraccia internazionale – fa presente Fazzolari -. Ci auguriamo non si rivendano questa vergogna come una vittoria“. Anche il capogruppo FdI alla Camera Francesco Lollobrigida condanna l’opportunismo del governo: “Il presidente Conte e il ministro Di Maio, dopo oltre tre mesi di immobilismo, volano in Libia per la solita indecente passerella, che non cancellerà l’incapacità dimostrata in questa vicenda“.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. I libici non avrebbero dovuto nemmeno osare vederli, toccarli! E dai tempi di Gheddafi che continuiamo a prenderci in giro… Quanti italiani cacciati, dopo aver anticipato “progresso”?!

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