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Roma, 30 giu – Matteo Bassetti tuona contro chi in Italia parla di continuo della variante Delta. In particolare, secondo il primario di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, è la stampa ad essere un disco rotto.



Bassetti: “Basta con il Covid in prima pagina”

Mi pare che l’Italia non possa fare a meno del Covid, soprattutto la stampa. La sensazione è che non si voglia mollare un osso che è molto florido”, dice Bassetti ai microfoni della trasmissione L’Italia s’è desta, su Radio Cusano Campus. “Gli altri Paesi guardano avanti, se guardiamo i giornali degli altri Paesi le notizie sul Covid non sono più in prima pagina. Anziché far vedere la variante Delta come la miglior promozione dei vaccini, siamo riusciti a farla diventare la miglior promozione per ritornare al passato. In questo c’è una grande responsabilità dei mezzi di comunicazione. Due dosi proteggono perfettamente da questa variante”, afferma Bassetti.

Bassetti rassicura sulla variante Delta

“In Inghilterra vediamo un aumento dei contagi tra i giovani, ma non un aumento di ospedalizzazioni e decessi, questo perché i vaccini funzionano”. L’infettivologo aveva già rassicurato due giorni fa sulla variante Delta, durante la trasmissione L’Aria che tira. “A me sembra che si siano alzati i toni senza ragioni. La variante Delta rappresenta oggi quello che ha rappresentato ieri la variante inglese. Entro il prossimo agosto la variante Delta diventerà predominante anche in Italia. Quindi non vedo perché si debba fare tutto questo rumore su una variazione del virus che è evidentemente più contagioso ma che in chi è vaccinato dà un quadro clinico molto più blando”.

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“Tifosi inglesi all’Olimpico? Nessuna preoccupazione”

Oggi Bassetti prova a spegnere le polemiche montanti sulla partita degli Europei tra Ucraina e Inghilterra, in programma allo stadio Olimpico di Roma. C’è infatti chi agita lo spauracchio dell’aumento dei contagi a causa del probabile arrivo in massa di tifosi inglesi. “Abbiamo un protocollo molto chiaro per chi viene e va dall’Inghilterra. Non vedo perché dovremmo preoccuparci. O decidiamo che gli inglesi non debbano più venire in Italia con quello che ne consegue dal punto di vista economico, oppure una partita di calcio è una partita di calcio. L’Europeo itinerante è stato un bel segnale di ritorno ad una normalità, seppur controllata. E’ una delle poche cose giuste fatte dalle istituzioni europee in questi mesi”.

Alessandro Della Guglia



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