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Bologna, quei furti ai soli negozi italiani: “Vogliono cacciarci dal quartiere”

by Roberto Derta
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bologna bolognina

Il quartiere Navile (ex Bolognina) del capoluogo felsineo

Bologna, 31 dic – Siamo al quartiere Bolognina – oggi Navile – famoso per la “storica” svolta che segnò la fine del Partito Comunista Italiano. Secondo per residenti dopo il Savena, Navile è una zona popolosa del capoluogo felsineo, ad elevata presenza di immigrati. Presentato come quartiere multietnico, si tratta più che altro di un ghetto in salsa emiliana. Lei è Silvia Bertozzi, titolare della tintoria Edera, attività che la sua famiglia gestisce da oltre cinquant’anni, di recente presa più volte di mira dai ladri come tante attività del vicinato.

“Abbiamo trovato la saracinesca forzata e il vetro rotto quando siamo arrivati ad aprire. Alcuni vicini di casa ci hanno detto di aver sentito dei rumori intorno all’una e mezza di notte. Non si sono allarmati, perché hanno pensato si trattasse dei netturbini al lavoro per la raccolta del vetro”, spiega la titolare al Resto del Carlino. “Hanno fatto un danno almeno da mille euro per rubare quanto, poi? Neanche 15 euro in monetine, perché tanto lasciamo di fondocassa dopo il furto di ottobre scorso”.

Nulla di nuovo, normale cronaca criminale di una qualsiasi grande città italiana. Non fosse per un particolare: “Guarda un po’ – spiega sempre la Bertozzi – vengono prese di mira solo le attività gestite da italiani. Eppure, qui in zona, è pieno di negozi di stranieri. È come se ci fosse un disegno dietro. Una volontà di cacciare gli italiani dalla Bolognina, di fare diventare questo quartiere un ghetto. Qui, dopo le 16,30 non si può andare in giro. C’è da avere paura”. Un timore, quello della proprietaria della tintoria, confermato da un altro episodio: è di pochi giorni fa la notizia che un altro commerciante ha dovuto spostare la sua attività a causa di ripetute minacce e aggressioni da parte di concorrenti stranieri. Il “giro” sembra essere quello legato ai pachistani, settima etnia a Bologna (secondo i dati ufficiali, che non tengono ovviamente conto delle presenze dei clandestini), e terza fra le extraeuropee, il cui racket è cosa nota.

Nonostante lo scoramento, la titolare non demorde: “Io qui ci vivo e ci lavoro. E voglio continuare a farlo. Fatti come questo demoralizzano. Ma se credono che lasceremo l’attività si sbagliano di grosso. Noi resistiamo. E restiamo alla Bolognina”.

Roberto Derta

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5 comments

Massimo 31 Dicembre 2015 - 5:33

Che siamo messi male

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gianni 3 Gennaio 2016 - 11:53

non è che vogliono cacciarvi da bologna gli italiani devono sparire dall’ italia

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Luciano Salsi 6 Gennaio 2016 - 7:00

Non penso che esista un disegno per cacciare i negozianti italiani. Il fatto è che i ladri sono tutti stranieri. Se derubassero altri immigrati rischierebbero di essere individuati e puniti dai loro connazionali. In ogni caso i fatti della Bolognina sono probabilmente casuali. Le cronache di ogni città sono piene di furti subiti dai commercianti cinesi, che sono i più numerosi e relativamente ricchi.

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guido 26 Gennaio 2016 - 10:21

E tutti a Divorare i Panini KEBAB dai Pakistani !!!!!!!!!!!!!!!

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Vittorio 27 Febbraio 2017 - 2:38

Purtroppo nei pochi commenti emergono tutti i problemi della bolognina e della sicurezza in genere. Credo sia evidente che il problema non è il piccolo imprenditore straniero, che anche lui tenta di fare impresa, e dubito che i malviventi in genere facciano discriminazione. Il problema è che la sicurezza è un argomento che nella testa degli italiani non ci vuole entrare. Per prima cosa tutti noi ci arrabbiamo con le forze dell’ordine indirettamente e con i governanti, ma non siamo disposti a fare nulla per migliorare la nostra condizione. Alcuni installano telecamere, molto spesso mediocri e di nessuna utilità per le forze dell’ordine. Alcuni commercianti della bolognina pagano ronde private, lodevole ma demandiamo sempre ad altri il nostro bisogno di sicurezza. Se i commercianti iniziassero a seguire le indicazioni delle forze dell’ordine inserendo dispositivi tecnologici efficaci, organizzando le vetrine in modo da vedere ciò che accade dentro anche da fuori, favorisero la nascita di attività notturne, mantenendo illuminate le attività anche di notte e si potrebbe andare avanti; probabilmente la bolognina assumerebbe le caratteristiche di un quartiere semplicemente normale. I 5 metri antistanti al mio negozio sono un mio problema, se iniziamo da li le cose cambiano

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