Roma, 10 dic – La moglie è indagata per caporalato: si dimette il capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del Viminale. Si tratta di Michele di Bari, già prefetto di Reggio Calabria, il quale “ha rassegnato le proprie dimissioni”, accettate dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Moglie indagata per caporalato, si dimette capo Immigrazione del Viminale Michele di Bari

La moglie di di Bari, è tra le 16 persone indagate in un’inchiesta per caporalato dei carabinieri e della procura di Foggia che ha portato all’arresto di cinque persone, due delle quali in carcere. In cella sono finiti due extracomunitari, un senegalese e un gambiano, mentre nei confronti degli altri tre arrestati da parte dei carabinieri sono stati disposti i domiciliari. Per gli altri 11 indagati, tra i quali appunto la moglie del prefetto Di Bari, è scattato l’obbligo di firma. Per tutti le accuse sono di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Lo riporta il Corriere del Mezzogiorno.

L’indagine riguarda oltre dieci aziende agricole pugliesi

L’indagine, che ha interessato attività comprese tra luglio ed ottobre 2020, ha portato anche ad una verifica giudiziaria su oltre dieci aziende agricole della Capitanata riconducibili ad alcuni degli indagati. Dall’inchiesta risulta che gli indagati avrebbero utilizzato come manodopera decine di lavoratori africani, per coltivare terreni agricoli in condizioni di sfruttamento. Nonché approfittando del loro stato di bisogno, visto che vivevano in baracche e ruderi fatiscenti della baraccopoli dell'”ex pista” di Borgo Mezzanone. Qui in totale assenza di norme igieniche vivono in condizioni disumane circa duemila persone. I lavoratori sfruttati peraltro dovevano pagare anche per il trasporto nei cambi nonché per l’intermediazione tipica del caporalato.

Dall’indagine risulta che gli immigrati dovevano lavorare nei campi di pomodori dalla mattina alla sera alla misera cifra di cinque euro per ogni cassone riempito.

Lega: “Disastro Viminale, ministro riferisca subito in Parlamento”

La bomba sul Viminale scatena la Lega. “Sbarchi clandestini raddoppiati, 100mila arrivi negli ultimi due anni, un’Europa su questo tema assente e lontana. E oggi le dimissioni del capo dipartimento dell’Immigrazione. Disastro al Viminale, il ministro riferisca immediatamente in Parlamento“, si legge in una nota del Carroccio.

FdI: “Lamorgese si dimetta o Draghi la rimuova”

Anche l’opposizione punta il dito contro i vertici del Viminale. “Non basta che il capo del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del Viminale si dimetta dal proprio incarico. Dopo anni di continue criticità, serve una vera svolta per mettere la parola fine alla scandalosa gestione dei dossier in capo al ministero dell’Interno che ha in Lamorgese la principale responsabile”. Così Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera. FdI ora chiede che anche il titolare del Viminale si assuma le sue responsabilità. “Dall’immigrazione alla sicurezza, gli errori e la superficialità del ministro evidentemente riguardano anche gli uomini da lei confermati in ruoli chiave per la gestione del dicastero. Lamorgese si dimetta o sia il presidente del Consiglio Draghi a rimuoverla quanto prima“, è la richiesta di FdI.

Adolfo Spezzaferro

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