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Roma, 24 dic – Yasin Khan è un 25enne richiedente asilo del Bangladesh. Il tribunale di Brescia lo ha condannato oggi per terrorismo a un anno, 3 mesi e 11 giorni di carcere. Peccato che sia esattamente il tempo che il terrorista bengalese ha già trascorso dietro le sbarre, quindi adesso è a piede libero. Così vanno certi processi in Italia, con tutti i problemi che ne conseguono. Khan d’altronde non è semplicemente uno straniero giudicato pericoloso, è un soggetto che venne arrestato in un centro d’accoglienza a Montichiari, in provincia di Brescia, perché dedito alla propaganda su internet in nome dell’Isis.

L’attività filo-Isis

Quando le forze dell’ordine lo prelevarono, gli trovarono in tasca un documento ritenuto falso con data di nascita nel 1993, mentre in realtà il signore in questione sarebbe nato nel 1998. Non solo, Khan non si era radicalizzato in Italia, ma aveva già iniziato a svolgere attività di propaganda filo-Isis in Libia, dove è tuttora sotto indagine. Su internet, dopo l’attentato di Barcellona, questo “simpatico” richiedente asilo esultò così: “Oggi grande giorno per musulmani”. Per poi tirar fuori successivamente una serie di dolci pensieri di questa risma: “Ho bisogno di guerra”, “Il paradiso mi attende”, “La morte aspetta tutti”, “Felice giorno della morte”.

Adesso è rinchiuso nel carcere di Sassari, ma il giudice del tribunale di Brescia ne ha disposto l’immediata liberazione. Al contempo ha disposto il nullaosta per l’espulsione dal territorio italiano. Auspicando che il provvedimento venga eseguito al più presto, un bengalese accolto in un centro di accoglienza in Italia e condannato per terrorismo, di fatto è tornato in libertà.

Eugenio Palazzini

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