Imperia, 17 lug – Sono scattate quattro misure cautelari personali eseguite dalla Guardia di finanza a carico di un’organizzazione criminale coinvolta nella gestione di centri di accoglienza straordinari per immigrati nella provincia di Imperia. I centri finiti nel mirino delle indagini sono due, entrambi gestiti da una cooperativa piemontese con sede in provincia di Cuneo, la Caribù, e ospitanti oltre 120 persone.

I reati

Associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e riciclaggio sono i reati contestati ai quattro colpiti dal provvedimento, mentre sono una decina gli indagati a piede libero, compresa una ex funzionaria della prefettura di Imperia. In manette il responsabile della cooperativa che gestiva i due centri e la compagna dell’uomo per associazione a delinquere finalizzata alla truffa mentre la di lui sorella è stata accusata di autoriciclaggio in concorso. Secondo i calcoli dei tecnici delle Fiamme Gialle, la frode perpetrata dagli indagati ammonterebbe a un milione e 300mila euro, su un importo complessivo di un milione e 700mila euro di fondi pubblici erogati. Quotidianamente veniva comunicata la presenza di un numero maggiore di immigrati rispetto alla presenza reale all’interno dei due centri; contestualmente i costi affrontati per mantenere gli stranieri venivano sovrafatturati.

Trattamento disumano


“Tra i metodi per risparmiare c’era lo sfruttamento del lavoro e un trattamento inaccettabile delle condizioni fisiche e psichiche dei migranti. Il gip nella sua ordinanza scrive che venivano trattati come bestie“, ha dichiarato il procuratore aggiunto Grazia Pradella nell’illustrare l’operazione della Gdf. “Abbiamo delle intercettazioni dove si disquisisce sul tipo di cibo da dare e viene deciso di dare polmone e frattaglie per ottimizzare i costi: un tipo di cibo che probabilmente le persone non danno neppure ai loro gatti – ha concluso Pradella – Chi provava a ribellarsi, di questo abbiamo la prova in un’intercettazione, è stato picchiato e umiliato“.

Cristina Gauri

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