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Roma, 9 gen – Ricordate il fantastico veglione antifascista del centro sociale Spin Time con ricchi premi e cotillon e in barba a ogni normativa e legge – ma anzi, col beneplacito e la pacca sulla spalla del comune di Roma?

Aperto il fascicolo

Alla fine qualcosa si è mosso a fronte di tanto spregio delle regole: òl Procura di Roma ha infatti aperto un fascicolo sulla festa abusiva allo Spin Time, ovvero sulla munifica festa a sei piani che si è svolta nell’immobile occupato in via Santa Croce in Gerusalemme, a Roma. Nel procedimento, si ipotizza il reato di manifestazione non autorizzata. Il fascicolo è portato avanti dal procuratore aggiunto Francesco Caporale e dal sostituto Eugenio Albamonte. Nonostante la diffida del questore di Roma, infatti, il Capodanno si è comunque tenuto nei locali dello Spin Time.

Le indagini della Digos

Lo scorso 3 gennaio alla Procura di Roma era pervenuta la prima informativa della Digos sul “festone” di Capodanno abusivo ed esentasse dello Spin Time Labs, il palazzo occupato di via Santa Croce in Gerusalemme gestito da Action. Sul tavolo degli inquirenti erano finiti i nomi dei tre responsabili dell’organizzazione dell’evento: Andrea Alzetta, leader di Action; Paolo Perrini, gestore di discoteca, ristorante e pub all’interno della struttura e Tommaso Salaroli, a capo del mensile studentesco Scomodo. Proprio su di loro, secondo la questura, grava la responsabilità di aver violato la diffida del questore, Carmine Esposito, notificata la mattina del 31, facendo affluire nel palazzo tra le 4 e le 5mila persone, parte delle quali rimaste fuori dai cancelli accalcate a spintonarsi nel tentativo di entrare – molte di loro avevano acquistato in prevendita un biglietto di cui non si sono ancora visti i rimborsi – senza uno straccio di servizio di sicurezza. «Abbiamo fatto un reclamo, ma non ci è arrivata ancora nessuna risposta», scrivono sulla pagina Facebook di Spin Time. Questa di oggi è la risposta della procura di Roma.

Ilaria Paoletti