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Roma, 26 feb  – CasaPound, la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti del Lazio ha assolto per mancanza di colpa grave gli otto dirigenti dell’Agenzia del Demanio e del ministero dell’Istruzione. Secondo i portavoce delle tartarughe frecciate, il danno erariale quantificato è sempre stato una “bufala”.

CasaPound, la sentenza che respinge il risarcimento

Il procuratore regionale della Corte dei Conti del Lazio, Pio Silvestri ha relazionato sulla “sentenza n. 94 pubblicata il 9 febbraio 2021 con cui la Sezione giurisdizionale ha respinto la domanda risarcitoria nei confronti dei presunti responsabili dei danni derivanti dall’occupazione ultradecennale dell’immobile di proprietà pubblica sito in Roma, via Napoleone III, n. 8 (un intero edificio di sei piani) da parte dell’associazione non riconosciuta ‘CasaPound’ e di altri soggetti”. “Il bene immobile, di proprietà dello Stato, appartiene al patrimonio indisponibile ed era (in uso governativo al (ex) Ministero della Pubblica Istruzione – Ispettorato per l’istruzione Media non Governativa (poi MIUR), il quale lo ha utilizzato per oltre quarant’anni, per le proprie finalità istituzionali, come sede di alcuni uffici dell’Amministrazione centrale”.

Le richieste della Procura

Secondo la Procura, che aveva chiesto una condanna al risarcimento di circa 4 milioni di euro, “l’occupazione sarebbe stata tollerata senza peraltro che né il titolare del diritto di uso governativo (MIUR) né il titolare dei diritti demaniali (Agenzia), abbiano mai avviato le azioni amministrative, civili e penali del caso, finalizzate allo sgombero e al risarcimento dei danni e senza che entrambi i predetti soggetti pubblici, in attesa che lo sgombero venisse realizzato, si siano preoccupati di richiedere all’associazione occupante e ai singoli occupanti il pagamento dell’indennità di occupazione (dapprima in via amministrativa e, ove non corrisposta, attivando le conseguenti iniziative di natura contenziosa).”

La Corte dei Conti impugnerà la sentenza

Gli inquirenti della Corte dei Conti regionale fanno già presente che intendono impugnare la sentenza che riguarda l’immobile occupato da CasaPound in appello: “L’Ufficio sta attentamente valutando le motivazioni della sentenza per decidere in ordine ad una eventuale impugnativa che valorizzi il danno derivante dalla perdita di disponibilità del bene pubblico secondo la metodologia del ‘criterio reddituale’ (nella specie nell’atto di citazione era stato contestato un danno in via principale consistente nel mancato e perdurante inutilizzo del bene immobile pubblico in luogo dell’uso governativo o della locazione) e stimato in 4.507.092,00 euro e un danno in via subordinata pari alle somme che si sarebbero dovute riscuotere a seguito delle omesse azioni civili e penali volte ad ottenere l’indennità di occupazione o il risarcimento dei danni pari ad 3.448.281,06 euro”.

Ilaria Paoletti

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