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Roma, 6 apr – “La chiusura delle pagine è il tentativo di imbavagliare chiunque non sia allineato. Ormai sta raggiungendo una densità pericolosa e una frequenza fuori dalla Costituzione”. A dirlo, al Primato Nazionale, è il senatore Gianluigi Paragone.



Paragone: “Si comportano da padroni feudali e qualcuno glielo consente”

“Questi over the top si comportano da padroni feudali e qualcuno glielo consente. Evidentemente fa bene soltanto quando ci si unisce al coro e chi prova a rovesciare il punto di vista viene etichettato con le peggiori definizioni. E se neanche questo basta si provvede alla chiusura dei canali (Youtube) come accaduto per Byoblu o delle pagine (Facebook) come accaduto al Primato”, dice il leader di Italexit.

Eppure c’è ancora chi sostiene che Facebook è una società privata e quindi può fare quello che vuole… “Facebook ormai non è più una società privata che può fare quello che vuole. E’ un ragionamento completamente avulso dalla realtà”, tuona Paragone.

Il Primato Nazionale porterà Facebook in tribunale

La pagina Facebook del Primato Nazionale è stata rimossa ieri da Facebook. Negli stessi giorni in cui in Italia si discute di una nuova legge che nel migliore dei casi sarebbe inutile e nel peggiore sarebbe liberticida, ma che pure viene presentata a reti unificate come una grande conquista di libertà, ovvero la legge Zan, lo stato reale della libertà in Italia è il seguente: la pagina di una testata regolarmente registrata, che contava circa 90.000 like, può essere cancellata dal social network di Mark Zuckerberg con un clic, senza preavvisi né motivazioni. Al suo posto compare un avviso, che recita «Questa Pagina non è disponibile. Il link potrebbe essere non funzionante o la Pagina potrebbe essere stata rimossa».

Come annunciato ieri, Il Primato Nazionale porterà Facebook in tribunale per ribadire che un’azienda privata non può essere arbitro della libertà d’espressione in Italia.

La Redazione

 



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