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Roma, 16 ottobre – Al tempo della pandemia i giovani e la scuola sono al centro del dibattito. Lezioni ripartite tra mille difficoltà da poche settimane e oggi già si torna a parlare di chiusura, dopo lo strappo del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca che ha stabilito la chiusura degli istituti fino al 30 settembre, suscitando le ire della Azzolina. In tutto questo ad aggravare la situazione degli studenti c’è anche la questione delle cattedre vuote: tra congedi causa Covid-19 e blocco quinquennale dei passaggi di ruolo, mancano all’appello decine di migliaia di docenti.

La denuncia del Blocco Studentesco: “Mancano 20 mila docenti”

Da qui nasce la protesta del Blocco Studentesco: il movimento ha “colpito” decine di scuole da Nord a Sud. “Chi l’ha visto? Lo scomparso però non è il classico sfortunato da cronaca nera ma il docente, anzi i docenti, di mezza Italia. Decine di gigantografie dal tono irriverente mettono su carta lo strano talk show in cui non è la Sciarelli a condurre, ma nientemeno che il Ministro Lucia Azzolina“, si legge in una nota diffusa dal movimento. “Una domanda che si sono posti in molti dall’inizio di quest’anno scolastico. Ad oggi, sono più di ventimila i posti vacanti nella pubblica istruzione: buchi di organico e mancanze strutturali (di annosa questione) sono diventate la quotidianità di un sistema scolastico già martoriato da decenni di tagli e riforme criminali”.

“L’unica certezza è la repressione”

“Questa è la scuola ai tempi della pandemia”, prosegue il Blocco Studentesco, “dove tutto è aperto ma nulla funziona, dove l’unica certezza sono le norme di repressione, dove un ministro continua a sostenere che #vatuttobene mentre gira per gli istituti di mezza penisola non annunciata, con visite a sorpresa che sanno di presa in giro e sotterfugio. Forse si vuole evitare la contestazione? Probabilmente, diranno loro, sarà per evitare ‘assembramenti’ che mettano a rischio la salute. Ci abbiamo pensato noi a cercare i docenti e li abbiamo anche trovati: sono a bordo strada, manichini anonimi e senza nome che occupano silenziosamente una cattedra di una classe vuota oppure sotto i ponti. Un immagine plastica di una scuola allo sfacelo: una scuola simbolo del nulla che in questo momento governa l’Italia”.

Davide Romano

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