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Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni

Roma, 12 dic – Mentre a Parigi sono ancora in corso le trattative per la definizione di obiettivi e politiche per affrontare il tema del riscaldamento globale, dall’Italia – e più in particolare dall’Eni – arriva una proposta operativa destinata a far discutere.

Intervento a margine del forum, l’amministratore delegato del cane a sei zampe, Claudio Descalzi, ha infatti cercato di ribaltare il paradigma che molte nazioni europee, inclusa la nostra, hanno seguito fino ad oggi. Descalzi punta il dito, ad esempio, contro Germania, che da un lato offre cospicui incentivi alle rinnovabili ma, dall’altro, paradossalmente, continua a sfruttare anche l’inquinante carbone.

L’obiettivo deve quindi essere quello di abbattere le emissioni più inquinanti. “Come ha fatto il Regno Unito – spiega Descalzi – nel settore elettrico bisogna annullare il contributo del carbone e questo basterebbe da solo a farci rispettare i 2 gradi”. La strategia di Londra è chiara: sostegno sì alle rinnovabili, ma allo stesso tempo sfruttamento del gas naturale, risorsa decisamente meno inquinante del carbone. D’altronde, “nel 2050 le statistiche dicono – osserva sempre Descalzi – che il 74-76% dei consumi sará ancora coperto da fonti fossili, quindi carbone, olio e gas. L’obiettivo finale è dare le giuste policy per poter arrivare a unire gas e rinnovabili“.

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