salvabanche
Il governo fa l’elemosina rimborsare gli obbligazionisti truffati: stanziati 100 milioni, ne servirebbero almeno 8 volte tanto.

Roma, 12 dic – Con un emendamento alla legge di stabilità, il governo prova a pezzare la scellerata decisione, con il cosiddetto “decreto salvabanche” di procedere al bail-in anticipato per Banca Etruria, Banca Marche, CariFe e CariChieti. La toppa, però, sembra essere peggiore del buco.

L’esecutivo ha infatti deciso di stanziare un fondo da 100 milioni di euro come sollievo per i titolari di obbligazioni subordinate che hanno visto i loro risparmi evaporare da un giorno all’altro. Giova ricordare che non si tratta, nella maggior parte, di investitori o speculatori, ma di normali correntisti che si erano fidati del prodotto loro proposto agli sportelli o, in altri casi, di richiedenti prestiti o mutui e che erano stati obbligati all’acquisto.

I 100 milioni di dote non provengono dalle casse pubbliche ma saranno attinti dal fondo interbancario di tutela dei depositi. Successivamente saranno poi definite le modalità di accesso al fondo per il quale ci si rivolgerà ad arbitri terzi. E’ esclusa per il momento la partecipazione della Consob, pur inizialmente indicata come soggetto più idoneo allo scopo.

Il punto più controverso riguarda proprio i criteri per il rimborso. Questo perché, stando a primi calcoli, per ristorare tutti gli obbligazionisti rimasti con un pugno di mosche in mano servirebbero almeno 800 milioni. Lo stanziamento attuale è quindi del tutto insufficiente a soddisfare la potenziale domanda. Non è escluso, a questo punto, che i suddetti criteri possano essere molto stringenti. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, aveva parlato di offrire rimborsi solo a chi si trovasse, a seguito dei crac pilotati, in stato di indigenza. Per gli altri, dunque, potrebbe molto probabilmente non arrivare nulla. Un’elemosina a tutti gli effetti.

Filippo Burla

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