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Torino, 5 mar – «Scusate, non ce la sentiamo di restare qui. Torniamo a casa: non usciremo da lì». Così recitava il biglietto lasciato da due donne africane, trattenute presso la struttura dell’ospedale Amedeo di Savoia come casi sospetti di Covid-19 e fuggite in preda al panico dalla stanza isolata del reparto infettivi. Lo riferisce La Stampa. Non è noto se le due donne abbiano utilizzato i mezzi pubblici per fare ritorno alle proprio abitazioni.

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Una volta scoperta la fuga delle due immigrate, i medici hanno subito fatto scattare l’allerta, che ha coinvolto Unità di crisi regionale, Asl e forze dell’ordine. Le varie forze in campo hanno immediatamente dato il via alle ricerche. Dopo alcune ore, le donne sono state trovate nelle loro rispettive abitazioni, proprio come avevano indicato: la prima in un appartamento poco distante dalla Pellerina, la seconda ad Aurora. Per loro è iniziato l’isolamento fino all’esito dei test.

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Le extracomunitarie, che nella mattinata di lunedì accusavano febbre e tosse, erano state trasportate dal 118 all’Amedeo di Savoia, dove avevano riferito di essere state in contatto con uomini provenienti da zone a rischio della Lombardia. Il personale medico aveva provveduto a metterle in isolamento nella struttura per sottoporle ai vari test, tra cui quello del tampone faringeo. Ma nelle lunghe ore di attesa dei risultati la tensione per le due donne si è fatta insopportabile, alimentando chissà quali paure irrazionali, tanto da spingerle ad evadere dalla stanza, non senza aver lasciato un biglietto di spiegazioni. Gli infermieri, sbigottiti, hanno dato l’allarme ai medici, che hanno allertato l’Unità di crisi. Dall’Asl è partita una segnalazione all’autorità giudiziaria e alla polizia. Fino al ritrovamento delle due donne nelle rispettive abitazioni.

Cristina Gauri

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