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Roma, 10 apr – “Il decreto legge ‘Liquidità’ blocca il pagamento dell’indennizzo di 600 euro a tutti i medici e agli odontoiatri. La norma ha infatti cambiato le condizioni per l’accesso al beneficio statale, riservandolo ai soli professionisti iscritti esclusivamente a un ente di previdenza”. A denunciarlo è l’Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei medici e degli odontoiatri (Enpam), che si dice costretto a bloccare “25.262 bonifici che stavano per essere inviati (da oggi, ndr) ai medici e agli odontoiatri che ne avevano diritto”. Dunque buona parte dei professionisti maggiormente impegnati nella lotta al coronavirus, insieme ovviamente agli infermieri e agli altri operatori sanitari, rischiano di essere danneggiati anziché aiutati dal decreto legge del governo. Grottesco, per non dire allucinante.

Specializzandi e dipendenti tagliati fuori

“Grazie a questa norma dobbiamo dire ai nostri iscritti che tutti i pagamenti sono congelati e che nella migliore delle ipotesi li riceveranno dopo aver integrato la domanda con un’ulteriore autocertificazione – afferma in una nota il presidente dell’Enpam, Alberto Oliveti. Non solo, molti medici in realtà sono ancor più penalizzati. Difatti “agli specializzandi e ai dipendenti, magari part time, che in questo momento stanno rischiando la vita, è andata anche peggio, perché per loro l’indennizzo di 600 euro è cancellato del tutto. Davvero un bel modo per ringraziare i medici e augurare loro buona Pasqua”, tuona Oliveti.

Ma in modo sarebbero state rimescolate le carte dal governo? “La norma che ha cambiato le carte in tavola è l’articolo 34 del decreto legge 23/2020. Gli specializzandi – spiega Oliveti – sono ora esclusi dall’indennizzo dei 600 euro poiché, oltre all’Enpam, sono costretti a pagare la gestione separata Inps sulle loro borse di studio. Analoga esclusione vale per i dipendenti soggetti a contribuzione Inps o ex Inpdap. Il decreto legge ha inoltre ribadito che l’indennizzo non può essere chiesto dai pensionati”.

Anatocismo di Stato?

Come se non bastasse, i medici denunciano anche le penalizzazioni previste con il dl “Cura Italia” che adesso è in via di conversione. “Siamo amareggiati anche per la bocciatura dell’emendamento che avrebbe detassato gli aiuti che l’Enpam vuole concedere utilizzando propri fondi”, dice Oliveti. “Per i nostri liberi professionisti abbiamo deliberato mille euro al mese per tre mesi. Per come stanno attualmente le cose, e sempre che ci concederanno di erogarli, i medici e i dentisti dovranno pagare le imposte su questi mille euro, anche se derivano da un patrimonio già tassato. Una sorta di anatocismo di Stato. Di certo un’ingiustizia, che speriamo venga corretta”. La speranza è certo l’ultima a morire, ammesso che non sia già morta.

Alessandro Della Guglia

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