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Casalpusterlengo, 24 feb – “Da venerdì qui la gente è nel panico totale. All’inizio non si sapeva niente sulle direttive del governo né sulle normative da seguire. I supermercati sono stati presi d’assalto con file interminabili, perché facevano entrare solo poche persone alla volta”. E’ la testimonianza di Giorgio, che abita a Casalpusterlengo (15 mila abitanti), uno dei dieci comuni lombardi della cosiddetta zona rossa del lodigiano, epicentro dell’epidemia di coronavirus, intervistato dal Primato Nazionale. “Stamattina, che i supermercati sono ormai svuotati, i residenti sono in fila fuori ai piccoli negozi di alimentari, che fanno entrare poco per volta”, ci racconta Giorgio. “Neanche a Ferragosto – sottolinea – si vede così poca gente in giro”, segno che la paura è palpabile, nonostante le misure di sicurezza e contenimento. “La vita sociale è azzerata, dalle 18 di ieri era ci sono i posti di blocco per chi entra e chi esce dalla zona rossa. Dalle 16.30 in poi bar e locali vengono chiusi e chi è dentro viene mandato via”, fa presente Giorgio.

“Farmacie hanno terminato le mascherine da giorni”

“Le farmacie non hanno più mascherine da giorni e su richiesta vengono effettuati i tamponi per chi accusa febbre o sintomi sospetti“, prosegue il nostro testimone, spiegando che anche a livello di sicurezza la situazione è emergenziale. “Girano delle pattuglie di Carabinieri o Guardia di Finanza, anche per casi di sciacallaggio nei confronti dei cittadini più anziani. Si fingono assistenti sanitari – rivela – per entrare nelle loro case e rubare“. “La situazione oggi è apparentemente più calma e sembra che si stia tornando verso la normalità, ma il clima da isolamento è palpabile – conclude Giorgio – visto che per esempio Intesa Sanpaolo ha chiuso le sue filiali nella zona rossa”.

La situazione a Casalpusterlengo:

Adolfo Spezzaferro

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