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Roma, 11 apr – Mentre buona parte delle nazioni del globo sono sottoposte a serie misure di restrizione, con l’obiettivo di tentare di limitare il più possibile il diffondersi dell’epidemia, la triste contabilità dei contagiati e dei morti da coronavirus non sembra trovare alcun freno alla sua crescita. Questo è quanto riportano le più aggiornate statistiche appena diffuse dalla Johns Hopkins University.

1,7 milioni di contagiati

Stando alle rilevazioni condotte dal Center for Systems Science and Engineering dell’ateneo americano, i casi (confermati) totali nel mondo sono 1.699.490, ormai vicini alla soglia di 1,7 milioni. Il dato, come si evince dal grafico che tiene traccia dell’evoluzione dell’epidemia, è in continuo aumento: la salita verso l’alto della spezzata non sembra trovare alcuna barriera e si prosegue a ritmo di almeno 100mila contagiati in più ogni giorno.

Al di là dei dati della Cina, che potrebbero essere viziati da elevati livelli di inaffidabilità, ormai il coronavirus è una presenza costante ovunque. Nella poco invidiabile classifica l’Italia ha da tempo perso le prime posizioni: ora è guidata dagli Stati Uniti, con oltre mezzo milione di contagiati, con la Spagna al secondo posto mentre Francia e Germania stanno colmando la distanza che li separa dalla nostra terza piazza.

I morti da coronavirus superano i 100mila

Per la prima volta dall’inizio dell’epidemia, il numero ufficiale dei decessi a causa dei coronavirus ha superano la soglia dei 100mila, 102.600 per la precisione. Qui è ancora l’Italia a fare la parte del leone con quasi 19mila fatalità, seguita dagli Stati Uniti con 18700: visto il tasso di crescita dei morti (con la sola città di New York a contare per oltre un quarto del totale), il triste “sorpasso” è ormai questione di giorni, se non addirittura di ore. Identico discorso per quanto riguarda la Spagna, che conta ad oggi 3mila morti in meno ma ancora il doppio dei ricoverati rispetto a noi.

Nicola Mattei

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4 Commenti

  1. La malattia broncopolmonare ostruttiva cronica miete ogni anno nel mondo circa 3 milioni di morti

  2. E allora? Se avessimo tutti ottantanni ed oltre, abbandonati in case di riposo eterno o finiti in strutture sanitarie ad immunità di gregge in sistema chiuso, o a servirci di servizi igienici pubblici, saremmo in via di estinzione… Invece, vivi e vegeti, cominciamo ad averne le palle piene di talune gestioni un po’ “furbette” della questione… Il papà-stato, di rimando ci darà dei totalmente ingrati. E il braccio di ferro continua…

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