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Cosenza, 11 feb – E’ finito dietro le sbarre del carcere di Castrovillari (Cosenza) un 21enne di nazionalità albanese colpevole di avere accoltellato più volte il titolare di un bar di Rocca Imperiale che gli aveva intimato di uscire dal bagno in cui si era asserragliato troppo a lungo. L’accusa di tentato omicidio.

La vicenda si è verificata durante il primo pomeriggio della scorsa domenica 9 febbraio. Lo straniero si era chiuso nel wc del locale, obbligando il barista a chiedergli di sbrigarsi, dato il sopraggiungere dell’orario di chiusura. Per tutta risposta il 21enne è uscito dal bagno brandendo un coltello da cucina e aggredendolo alle spalle il proprietario, colpendolo con svariati fendenti alla schiena ed alle braccia.

Fortunatamente alcuni passanti, sentendo le urla della vittima, sono piombati all’interno del bar mentre l’albanese stava ancora infierendo sul corpo del titolare riverso a terra in una pozza di sangue. E’ stato proprio un connazionale a cercare di contenere la ferocia dell’albanese, che aiutato dai passanti è riuscito a liberare l’aggredito dai colpi del 21enne. Sulle sue tracce si sono subito messi i carabinieri del comando di Rocca Imperiale, giunti a sirene spiegate sul posto assieme ad un’ambulanza del 118: il personale medico sanitario ha provveduto a trasferire d’urgenza il ferito al pronto soccorso dell’ospedale di Policoro (Matera).

I militari sono riusciti ad identificare l’albanese, che nel frattempo, aveva cercato senza successo di far perdere le proprie tracce. L’uomo è stato rintracciato dai carabinieri mentre si trovava lungo la strada statale 106 radd. e condotto in caserma per le operazioni di identificazione. Durante la perquisizione i militari gli hanno trovato addosso un cacciavite a stella e rilevato tracce di sangue sul giubbotto e sui pantaloni. Lo straniero ha confessato di essersi liberato del coltello utilizzato nell’aggressione gettandolo in un fiume. Con l’accusa di tentato omicidio, il responsabile è finito dietro le sbarre della casa circondariale di Castrovillari, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Cristina Gauri

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