Milano, 11 feb  Non si può certo dire che la Milano istituzionale abbia dato una grande dimostrazione di sensibilità in occasione del Giorno del Ricordo, dedicato alle vittime delle foibe e della pulizia etnica anti italiana perpetrata dai partigiani comunisti jugoslavi contro le genti giuliano-dalmate. Poche parole, scarne cerimonie, atti dovuti, ma nulla più. E allora teniamoci stretti due atti, tra loro diversi ma ugualmente confortanti, che hanno restituito un po’ di giustizia a quelle vittime che per qualcuno sono di serie B.

L’esempio della Curva Nord

Parliamo dell’omaggio (inedito nella misura della sua visibilità) tributato dalla Curva Nord interista all’inizio del secondo tempo del derby di domenica sera: un lungo striscione che recitava “Milano non dimentica i martiri delle foibe”, accompagnato da una coreografia di cartoncini che è andata a comporre un grande Tricolore.

Sangue di Enea Ritter

Il giardino per Norma

Parliamo anche dell’intitolazione di un giardino pubblico a Norma Cossetto con una bella e sobria cerimonia tenutasi nel pomeriggio di lunedì. A volere fortemente questo tributo alla giovane istriana stuprata, torturata e gettata ancora viva in una foiba nell’ottobre del 1943 dai criminali agli ordini del maresciallo Tito, è stato il presidente del Municipio 4, il leghista Paolo Guido Bassi, da sempre impegnato in battaglie che lo hanno portato a duri scontri con il Comune retto dal sindaco Sala.

“Norma, simbolo di tutte le vittime”

“A 100 anni dalla nascita, finalmente, anche Milano dedica un luogo al ricordo di questa ragazza, per molti considerata un simbolo delle tante vittime senza nome scomparse nelle cavità carsiche”, ha detto Bassi spiegando anche le ragioni dell’individuazione del luogo, in via Einstein, nel quartiere Calvairate. “Abbiamo scelto questo giardino non a caso – ha dichiarato -. E’ stato realizzato accanto a una residenza del Politecnico ed è frequentato da tanti studenti universitari, come lo era Norma, uccisa poco prima di coronare il suo sogno di laurearsi. Il suo nome all’ingresso del parco, speriamo possa essere stimolo per le nuove generazioni a chiedersi chi fosse e ad approfondire la storia tragica, a lungo taciuta, delle popolazioni dell’Istria, di Fiume, della Dalmazia. Crediamo che questa intitolazione – ha aggiunto – sia anche un messaggio contro alla violenza sulle donne, tema sul quale il nostro Municipio ha sempre organizzato molte iniziative. Non a caso, nella stessa area verde – ha concluso il presidente del Municipio 4 – abbiamo fatto realizzare un murales dedicato proprio alle donne, spesso dimenticate, scomparse durante i conflitti che hanno insanguinato la nostra storia contemporanea”.

Le sorelle di Norma

Alla cerimonia cui hanno partecipato le cugine di Norma Cossetto, Diana e Loredana. Tra i politici, oltre allo stesso Bassi, erano presenti esponenti di Fratelli d’Italia come Ignazio La Russa, Paola Frassinetti e Riccardo De Corato, ex vice sindaco e assessore regionale alla sicurezza. Quest’ultimo, intervenendo nell’aula del Consiglio della Regione Lombardia, ieri mattina, ha chiesto la revoca dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica italiana, concessa vergognosamente a Tito dal presidente Saragat nel 1969. “Da quel titolo – ha detto De Corato – gronda il sangue della pulizia etnica che lo vide responsabile in prima persona”. In una Milano in cui è pressoché impossibile avere equità e rispetto per morti e vivi se questi non piacciono ai potenti, si sente almeno qualche voce, si vede qualche sussulto, fare una minima forma di giustizia.

Fabio Pasini

1 commento

  1. è triste vedere la nostra terra sede del vicario di Cristo ancora divisa e piena di odio dove non conosce la parola riconciliazione , ma questi signori che coltivano ancora odio dopo 75 anni come si sentono con la propria coscienza se ne hanno mai avuta una ,non dimentichiamo che il veleno iniettato nella guerra civile ha distrutto per sempre il nostro popolo forse ce l’ho siamo meritato non siamo neanche più cristiani

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