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Roma, 11 feb – In principio – correva l’anno 1963 – fu Alisarda. Dopo venne Meridiana, operativa dal 1991 al 2018. Infine arrivò Air Italy. La storia dei collegamenti aerei da e per la Sardegna è tutta in queste tre denominazioni, quelle assunte dalle compagnie che per decenni hanno garantito i voli sull’isola. Questo almeno fino ad oggi, dato che Air Italy ha annunciato la messa in liquidazione della società.

Air Italy in liquidazione

Una decisione che conferma le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi: i soci di Air Italy – Alisarda e Qatar Airways – hanno optato per la liquidazione (in bonis) “a causa delle persistenti e strutturali condizioni di difficoltà del mercato”, si legge in una nota.

Il 2019, una perdita da 200 milioni

Nata nel 2018 per rilanciare la ex Meridiana, ha visto sin da subito il coinvolgimento di Qatar Airways che oggi è la prima ad alzare bandiera bianca: la compagnia dell’emirato era “pronta a sostenere il rilancio e la crescita, ma questo sarebbe stato possibile esclusivamente con l’impegno di tutti gli azionisti”. A poco, insomma, è servito l’ambizioso piano industriale che puntava a fare di Air Italy un vettore capace di operare anche sul lungo raggio: il 2019 si sarebbe chiuso con una perdita di 200 milioni di euro. A pesare sui conti sono stati anche alcuni errori di natura gestionale, come il noleggio di tre Boeing 737 MAX che, dopo gli incidenti dello scorso anno, sono interdetti al volo da parte delle autorità.

Voli sospesi

Air Italy garantisce i voli sino al 25 febbraio di quest’anno, dopo di che verranno sospese tutte le operazioni. I passeggeri – al 2018 la compagnia era tredicesima in Italia, con quasi 2 milioni di passeggeri trasportati – con posti prenotati dopo la data verranno riprotetti o rimborsati.

La situazione dei dipendenti

A rischiare sono anche 1200 dipendenti tra piloti, assistenti di volo e personale di terra dislocati tra l’aeroporto di Olbia – dove si trova la sede principale – e quello di Milano Malpensa. Per il 25 febbraio prossimo è stato intanto indetto uno sciopero nazionale di 24 ore: “Sono mesi che ribadiamo ad ogni livello di competenza che il sistema del trasporto aereo italiano sta vivendo una delle fasi più drammatiche della sua storia e non è un’esagerazione, l’affermazione che ormai il collasso industriale sembra essere sempre più imminente”, denuncia segretario nazionale Ugl Trasporto aereo, Francesco Alfonsi.

Filippo Burla

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