Roma, 23 dic — Smessi i panni del virologo canterino di regime assieme ai colleghi Bassetti e Pregliasco, Andrea Crisanti torna a criticare la gestione della pandemia portata avanti dal governo Draghi.

Crisanti punzecchia Draghi

Dissidente a targhe alterne, il professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova, intervenuto a Otto e mezzo su La7 ha punzecchiato il premier Draghi sulla conferenza stampa di fine anno avvenuta ieri. A Draghi «avrei chiesto che fine ha fatto l’immunità di gregge con la quale hanno confuso gli italiani». Crisanti si riferisce alla vana promessa fatta dagli uomini del Cts — quindi dal governo — riguardo il raggiungimento dell’immunità di gregge una volta conseguita un’adeguata copertura vaccinale della popolazione: prima al 60%, poi al 70%, poi l’80. Ad oggi, sfiorato il 90% di cittadini italiani vaccinati con doppia dose, gli esimi virologi del Comitato tecnico ci dicono di non illuderci: l’immunità di gregge è fuori discussione. Nel frattempo, con questa chimera, sono state illuse 60 milioni di persone. 

Green pass: quale efficacia?

Crisanti rincara la dose criticando l’efficacia del green pass: «Gli avrei chiesto “ma allora questo green pass impostato così funziona?“. Perché io penso che questi 36mila casi sono la dimostrazione chiara che la politica sanitaria incentrata sul green pass ha fallito e i vaccini non bastano», attacca nuovamente. Poi dà la sua ricetta «per evitare il lockdown», cioè «mettersi per 2-3 settimane tutti quanti la mascherina ffp2 nei trasporti pubblici, nei locali, al cinema al teatro» oltre a «rivedere le capienze dei ristoranti e delle discoteche». Solo così, puntualizza il professore, «evitiamo che i contagi aumentino» visto che «non abbiamo ancora visto l’impatto della Omicron in Italia».

Nemmeno una settimana fa il direttore del laboratorio di microbiologia dell’università di Padova era intervenuto contro il mix di vaccini di diverse case farmaceutiche proposto dagli hub della penisola. «E’ stata creata una follia», affermava ad Agorà, su Rai3.  «Inizialmente in Italia c’erano due categorie, i guariti e i non infettati. Poi, abbiamo avuto 4 diversi vaccini. Poi, abbiamo fatto la seconda dose mischiata, creando 24 tipi diversi di immunizzazione. Adesso si dà la possibilità di fare la terza dose con Pfizer o Moderna, abbiamo 48 regimi di immunizzazione: una cosa mai vista», ha sottolineato Crisanti.

Cristina Gauri

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta