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Roma, 8 mag – Nessun mistero, ma solo amore per la scienza. “Nei giorni scorsi la pressione mediatica e popolare sul mio operato è stata tale da non permettermi di operare serenamente soprattutto nell’ambito della sperimentazione del protocollo implementato insieme ai colleghi del San Matteo di Pavia. Per questo motivo, spiega, ho deciso di chiudere tutti miei account social, sia personali che istituzionali”. Così Giuseppe De Donno, direttore del reparto terapia intensiva respiratoria dell’Ospedale Carlo Poma di Mantova, dopo due giorni di silenzio, svela il “mistero” sulla chiusura delle sue pagine social e chiarisce la sua posizione in merito alla polemica in corso con un video sulla sua pagina ufficiale Facebook, rilanciato da Radio Radio. Intento del professore è quello di dare visibilità al protocollo sperimentale a base di plasma iperimmune per combattere il coronavirus. E non quello di essere strumentalizzato per zuffe mediatiche.

“Il nostro protocollo ce lo invidiano in moltissimi”

“Ho parlato in pubblico per fare informazione. Ma le mie parole sono state un mezzo per azzuffarsi con chi la pensa diversamente”, chiarisce De Donno nel video. Lo “spirito divulgativo” e il “confronto professionale” sui mass media era rivolto a un “protocollo che ci invidiano in moltissimi, che oggettivamente ottiene risultati lusinghieri e incoraggianti. Un protocollo preso come esempio da molti Stati europei e americani. Noi medici lavoriamo per una causa unica: la lotta al coronavirus“, spiega il medico. Un concetto di certo sfuggito ai radical chic che in questi giorni hanno sbeffeggiato lo studioso sui social.

“Sperimentazione e ricerca sono in una fase decisiva. Forse studio pubblicato su importante rivista”

Il primario di pneumologia, in prima linea contro il Covid-19 da quando è scoppiata l’epidemia, poi ribadisce anche quanto scritto ieri dall’Asst Mantova: ora la sperimentazione e la ricerca sul plasma sono in una fase decisiva in attesa di sapere se lo studio sarà pubblicato su un importante rivista scientifica che farà letteratura medica. “Fino ad allora – spiega De Donno – manterrò un profilo basso”. “Voglio che sia chiaro – prosegue – che i risultati della sperimentazione non sono personali, ma di tutta la comunità mantovana, italiana e mondiale”. Il medico poi rivolge un ringraziamento alle istituzioni, al presidente Mattarella, ai Nas (“per la serietà con cui hanno fatto il loro lavoro”), al Papa, al vescovo di Mantova, ai parroci che gli sono stati vicini. E ha ringraziato anche le moltissime persone che gli hanno manifestato solidarietà i questi giorni mettendo però in guardia chi ha aperto pagine social alternative alle sue, lanciando l’allarme di possibili speculazioni. “Continuate a sostenermi, sostenerci. Il nostro obiettivo oramai è a portata di mano. Non disperdiamo le energie“, conclude De Donno.

Ecco il video del professor De Donno

Adolfo Spezzaferro

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