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Roma, 26 nov – Gino Paoli non ha mai nascosto le sue simpatie per la sinistra italiana. E’ noto anzi il suo passato politico comunista, tanto che dal 1987 al 1992 fu pure deputato del Pci. Oggi però non le manda a dire all’attuale governo giallofucsia, a suo avviso composto da “dilettanti allo sbaraglio”. Ospite a Un giorno da pecora, trasmissione di Rai Radio 2, il cantante ed ex presidente della SIAE, ha dichiarato che non è facile dire “se il governo reggerà” perché “è difficile capire cosa abbiano in testa”.

Paoli, storico amico e concittadino di Beppe Grillo, non ha mostrato neppure di apprezzare Luigi Di Maio: “Le disgrazie non vengono mai sole…”. Secondo il cantautore genovese invece “Beppe (Grillo, ndr) è una gran brava persona. E’ partito per far qualcosa per cambiare il mondo, per i suoi figli”. Ma “queste cose si fanno a 18 anni, non a 70. La sua buona fede però è assolutamente chiara”.

Il retroscena sull’amico Grillo

Poi Paoli ha rivelato una sorta di retroscena sul comico pre-M5S: “Facemmo una riunione per convincere Grillo a non creare il Movimento: eravamo io, Renzo Piano, Arnaldo Bagnasco e mia moglie. Quello più cazzuto era sempre Renzo Piano, il quale diceva che la politica si fa col proprio mestiere”. Per tentare di persuadere Grillo a non fondare il M5s, “gli avevo detto delle mie esperienze, quando ho fatto politica. In politica ti devi adeguare, ma se affronti la politica con la mentalità mia e di Grillo è difficile…“.

Insomma secondo il cantautore ex deputato comunista, l’esecutivo giallofucsia è composto da persone inadeguate alla politica che non sono in grado di governare l’Italia. Non è l’unico a pensarlo.

Alessandro Della Guglia

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