Roma, 15 dic – “Elevata spregiudicatezza criminale“. Le carte del gip sono una nuova, pesantissima, tegola per la famiglia di Aboubakar Soumahoro, l’ormai ex paladino della sinistra italiana. Ora sua moglie è indagata dalla Procura di Latina nell’ambito dell’inchiesta sulle cooperative Karibu e Aid. A Liliane Murekatete viene contestata la mancata vigilanza su alcune imposte per un importo di 13mila euro. Di conseguenza stamani la moglie di Soumahoro ha subito una misura interdittiva del divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione, nonché di esercitare imprese e uffici direttivi di persone giuridiche.

Oltre a lei, è indagata anche la madre, ovvero la suocera di Soumahoro: Marie Terese Mukamitsindo. Anche a quest’ultima è stato imposto il divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione e di esercitare imprese e uffici direttivi di persone giuridiche. Disposto inoltre, nei suoi confronti, il sequestro di oltre 600mila euro. Un provvedimento disposto dal gip di Latina e che è stato eseguito dalla Guardia di Finanza. “I provvedimenti – si legge in una nota della Procura di Latina – sono stati adottati dal gip presso il Tribunale di Latina con riferimento a reati tributari relativi all’emissione ed all’impiego di fatture per operazioni inesistenti, per gli anni di imposta dal 2015 al 2019”.

“Elevata spregiudicatezza criminale”: non solo moglie e suocera, indagato anche il cognato di Soumahoro

Ma non è tutto, ecco infatti cosa dice il giudice per le indagini preliminari di Latina, Giuseppe Molfese: Marie Therese Mukamatsindo e i figli Michel Rukundo (cognato di Soumahoro) e Liliane Murekatete, “hanno mostrato elevata spregiudicatezza criminale nell’attuare un programma delinquenziale, a gestione familiare, protratto nel tempo e rivestendo le qualifiche societarie documentate in atti”.

Tra gli indagati vi sono anche Richard Mutangana, Ghislaine Ada Ndongo e Christine Kabukoma che dal 2014 a oggi si sono succeduti come legali rappresentanti dell’associazione di promozione sociale Jambo Africa. A loro vengono contestati l’inserimento di costi inesistenti nelle dichiarazioni fiscali, fatture false per sostenere quei costi ed evadere le tasse e incassare pure finanziamenti pubblici per la gestione delle cooperative impegnate nel sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati.

Secondo il gip: “Grazie al fraudolento sistema contabile, operato con enti interposti, sostanzialmente dipendenti dalla Karibu, si è arrivati a portare in deduzione costi mai effettivamente sostenuti (relativi a prestazioni inesistenti) beneficiando di finanziamenti pubblici, distratti dalle finalità preposte (d’altra parte, le relazioni ispettive e le dichiarazioni testimoniali hanno documentato la scarsa qualità dei servizi erogati ai migranti nell’ambito dei progetti assegnati). Come correttamente prospettato dal pubblico ministero, le attuali cariche societarie ricoperte nella cooperativa Karibu e nel consorzio AID, non solo evidenziano il rischio di reiterazione di nuovi reati ma, altresì agevolano l’inquinamento probatorio di ulteriori elementi di indagine oggetto di possibile acquisizione”.

Soumahoro difende la moglie: “E’ innocente”

Moglie indagata, ma Soumahoro non si scompone e la difende a spada tratta:  “Sono profondamente amareggiato, dispiaciuto e preoccupato per l’indagine che vede coinvolta direttamente la mia compagna Liliene Murakatete che confido dimostrerà la sua innocenza“, ha dichiarato il deputato, stando a quanto riferito dal suo avvocato Maddalena Del Re.
“Ribadendo la mia totale estraneità ai fatti contestati sull’indagine della Coop. Karibù e del Consorzio Aid, di cui, come più volte affermato, non ero a conoscenza, nel prosieguo delle indagini, sempre più alla luce del sole, continuerò a impegnarmi nella mia attività politico-parlamentare sui temi che hanno da sempre caratterizzato il mio impegno”, ha detto Soumahoro.

Mentre l’avvocato della Murekatete, Lorenzo Borrè, ha detto che la sua assistita “si dichiara assolutamente estranea rispetto ai fatti contestatile, che peraltro riguardano un presunto danno erariale di 13mila euro, e siamo certi che a breve, anzi a brevissimo, verrà fatta chiarezza e dimostrata la totale innocenza della mia assistita”.

Alessandro Della Guglia

 

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